Italia punto…e a capo
Italia punto…e a capo
Volgendo lo sguardo alla comunità di bloggers italiani, sembra che negli ultimi giorni un argomento di discussione si sia imposto con prepotenza: il caso Italia.it, il nuovo portale turistico finanziato e realizzato per volontà del Governo Italiano.
Non sorprende più di tanto notare che la maggior parte dei posts in proposito assumano la forma di critiche infervorate che, mettendo a nudo tutti i difetti e le anomalie del portale, puntano il dito contro chi ha mal investito i soldi dei contribuenti.
Noi non intendiamo prendere parte alla discussione (non si tratta di un dibattito: la presenza di così tanti pulpiti per la predica non consente un confronto). Cercheremo di affrontare la questione da un punto di vista diverso: per nulla rivolto all’ usabilità del portale, alla sua struttura, agli aspetti tecnologici, insomma.
Quello che a noi interessa è il messaggio sottinteso, la percezione del “forse qualcosa si muove” . Considerando il rapporto della politica italiana con le tecnologie e con Internet, in particolare, la realizzazione di questo portale sembra dotata di un sapore inedito.
Italia.it dovrebbe essere considerato un sintomo importante di cambiamento. Fino ad oggi l’ Italia sembrava essersi adagiata sugli allori: il Paese dell’ arte, della storia, della cultura, del mare, il Paese del Sole, il Bel Paese.
Paesi come
Internet è stato strumento fondamentale per la promozione turistica di questi paesi, un mezzo rapido, efficace, semplice per presentare i propri tesori a turisti provenienti da ogni parte del mondo.
In Italia, le PMI attive nel settore turistico, hanno mostrato di saper sfruttare le possibilità offerte dalla Rete prima che il Governo le convalidasse attraverso la realizzazione di un grande portale turistico nazionale.
Questo non significa, tuttavia, che il neonato portale del turismo italiano non possa divenire, col tempo, un valido supporto alla PMI che intende accrescere il proprio business su Internet.
Intanto si comincia a lavorare (Italia.it è un punto di partenza, non un punto
d’ arrivo!), si riconoscono i propri limiti, si tenta di seguire modelli più avanzati proposti da altri Paesi, si cerca di ridefinire il concetto stesso di “Italianlifestyle”
I Corporate Blog e la visibilità su Google
Innanzi tutto, cosa sono i “Corporate Blog”?
Un Corporate Blog è un weblog aziendale che ha un’ impronta prevalentemente comunicativa. Un Corporate Blog dovrebbe costituire un valido supporto per l’ azienda e, soprattutto, per il sito aziendale: dar vita ad una rete di comunicazione interna ed esterna all’ azienda può voler dire raggiungere prima ed in modo più efficace gli obiettivi imposti dalla propria campagna di web advertising.
La funzione del Corporate Blog non è quella di raccogliere e catalogare i comunicati stampa attraverso cui l’ azienda promuove nuovi prodotti o scandisce i momenti importanti della vita dell’ azienda stessa.
Parlando delle nuove frontiere del marketing avevamo discusso delle peculiarità dei blog aziendali: in che modo essi giungono a conciliarsi con la generale linea di condotta seguita dall’ azienda; in che modo riescono a dar vita ad una comunicazione non più auto-referenziale, ma ben disposta allo scambio e alla “conversazione” col cliente (ma anche tra i membri dell’ azienda stessa, impegnati in un continuo meeting virtuale).
A questo punto non rimane che analizzare la casistica che ci riguarda direttamente: il Corporate Blog di un’ azienda che si occupa di Promozione e Posizionamento Siti Web come riesce a supportare l’ azienda e a favorire il raggiungimento degli obiettivi che essa si pone.
Chi effettua Posizionamento e Ottimizzazione Siti non può non utilizzare lo strumento stesso del suo lavoro per raggiungere i suoi potenziali clienti. Il blog aziendale diviene uno strumento indispensabile per ottenere una buona visibilità su Google e sugli altri Motori di Ricerca.
Il blog di un SEO è anche un importante strumento per l’ approfondimento e la riflessione. Scrivere articoli che trattino di Posizionamento, Motori di Ricerca, Web Marketing significa tenersi aggiornato, seguire quel processo di evoluzione continua che caratterizza la storia dei Motori di Ricerca, dalla loro comparsa sino ad oggi.
Il nostro blog, tuttavia, ha assunto col tempo una dimensione differente: ideato e costruito come blog per la visibilità su Google, si è trasformato in uno strumento di crescita che va al di là della scalata ai Motori di Ricerca.
Embargo in rete: il caso del Motore di Ricerca Cubano
È datata 20 Febbraio 2007 la conferma della nascita del primo Motore di Ricerca Cubano.
Si tratta di una notizia importante per Cuba, tenendo conto del primato che questo travagliato stato dell’ America Latina detiene: la percentuale più bassa di utenti che utilizzano la rete (1,7 utenti ogni 100 abitanti).
Il Motore di Ricerca Cubano non potrà però sconfinare: sarà in grado di reperire notizie solo sui siti cubani. 2×3 dos por tres, questo il nome dato al Searcher cubano, non potrà “sconfinare” o “importare” informazioni dai servers degli altri paesi.
I pareri si dividono: da un lato c’è chi sostiene che la limitazione sia una conseguenza delle eccessive tassazioni che sarebbero state imposte dagli Stati Uniti; dall’ altro c’è chi, invece, attribuisce le restrizioni alla politica del Governo Cubano.
Dando una rapida occhiata alla home page di 2×3 un bottone per l’accesso rapido sembra catturare l’ attenzione degli utenti: “Discursos de Fidel“. Il tasto consente di restringere il nostro campo di ricerca ai discorsi del primo ministro cubano.
Non sorprende, a questo punto, che la connessione ad Internet sia consentita solo ai dipendenti statali, agli insegnanti universitari e agli stranieri. Pena il carcere!
A Cuba, dunque, Internet è considerato un pericolo e per questa ragione il suo uso viene limitato drasticamente. La nascita di questo Motore di Ricerca, più che essere considerata un’ inaspettata apertura da parte dello stato cubano, dovrebbe essere considerata come l’ ennesimo tentativo di controllo assoluto che il Governo intende esercitare sui suoi cittadini.
A Cuba, Internet appare come una palude stagnante più che come un mare in sconfinato di informazioni. Provate a cercare la parola “democrazia” su 2×3 dos por tres. I risultati? Un lungo elenco di discorsi pronunciati da Fidel Castro….
Ottimizzare i siti per gli utenti e per i Motori di Ricerca
Da quando i Motori di Ricerca hanno mostrato di poter rivoluzionare le modalità di approccio degli utenti alla rete, ci si domanda quale sia la priorità da perseguire quando si costruisce un sito: realizzare schemi di navigazione che facilitino la navigazione del sito da parte degli utenti oppure concentrarsi sulle strategie di ottimizzazione del sito per facilitare il suo posizionamento sui Motori di Ricerca ?
Lo stato attuale delle cose mostra in modo evidente che il posizionamento del sito sui Motori di Ricerca è essenziale per stabilire un contatto con l’ utente. questo significa che senza un buon posizionamento non ha molto senso parlare di schemi di navigazione.
La strategia più sensata prevede un’ integrazione delle due cose. Soprattutto quando ci si vuole lanciare nel mercato dell’ on line vendendo, attraverso il proprio sito Internet, prodotti o servizi destinati ad un definito target di utenza, gli obiettivi da raggiungere sono due:
- rendere il sito accattivante per gli utenti
- rendere il sito accattivante per il Motore di Ricerca
Pensare ai propri utenti, al proprio target di destinazione, significa rendere “user friendly” il proprio sito. La usabilità del sito dipende anche dalla sua struttura, definita da ben progettati schemi di navigazione.
Bisogna fare un’ importante considerazione: ciò che oggi intendiamo per “schema di navigazione” non è propriamente ciò che si intendeva in passato, quando i Motori di Ricerca non regolavano ancora l’ accesso degli utenti alla Rete.
Se in passato la Home Page del sito era considerata la pagina più importante perché da qui avveniva l’ accesso al sito da parte dell’utente, oggi le cose sono cambiate. Quando l’ utente effettua una ricerca, “atterra” su pagine definite “landing page” o pagine di destinazione.
L’ utente raggiunge il sito tramite le sue pagine interne. Per questa ragione è divenuto indispensabile facilitare la navigazione del sito anche attraverso una buona rete di links interni, capaci di invogliare l’ utente a visitare le altre pagine.
Gli schemi di navigazione non vanno, tuttavia, trascurati. Se l’ utente, dalla pagina d’ atterraggio, viene guidato sino alla home page, egli deve avere
l’ opportunità di ritornare sulla pagina precedente oppure di rinvenire altre pagine del sito ad essa correlate, nel modo più rapido e semplice possibile.
Bisognerebbe parlare oggi di accessibilità dei contenuti oltre che di accessibilità del sito. I Motori di Ricerca, infatti, si muovono sempre più nella direzione di contenuti pertinenti, in grado di soddisfare a pieno le richieste degli utenti.
Incuriosire l’ utente con un buon contenuto e indirizzarlo su pagine di approfondimento rispetto a quella di atterraggio è importantissimo. Prima, però, bisogna convincerlo a leggere il contenuto della pagina di destinazione.
Uno strumento utile è rappresentato dalla creazione di titoli efficaci.
Come si definisce un buon titolo?
Un titolo deve riassumere efficacemente il contenuto della pagina e, allo stesso tempo, deve risultare accattivante per l’ utente .
Come si definisce un buon contenuto?
Oltre ad essere pertinente, un buon contenuto deve prevedere un aggiornamento continuo . I Motori di Ricerca, infatti, mostrano di gradire i contenuti freschi.
Costruire un sito e iscriverlo negli indici dei Motori di Ricerca non basta! Ottenere un buon posizionamento sui Motori di Ricerca è diventato sempre più difficile. Per questo risulta necessario affidarsi ad una agenzia di promozione specializzata che sappia conciliare i due livelli di ottimizzazione del sito sopra descritti: ottimizzazione per gli utenti e ottimizzazione per i Motori di Ricerca .
Per chi fosse interessato, consigliamo la lettura di un approfondimento relativo alle Nuove Frontiere del Marketing, utile per comprendere le nuove direzioni intraprese dal web marketing in sintonia con l’ evoluzione del marketing tradizionale
Google dentro al mirino
Il re dei Motori di Ricerca accusato di favoreggiamento alla pirateria e di violazione dei diritti editoriali.
La sentenza è stata confermata: Google riceve una condanna in primo grado per aver violato il diritto degli editori dei giornali belgi .
La condanna prevede la rimozione totale degli articoli pubblicati sulle Google News e il pagamento di una penale pari a 25000 euro, moltiplicata per il numero di giorni in cui gli articoli sono stati illegalmente pubblicati on line.
Il segretario generale di Copiepresse, Margaret Boribon , sembra essere soddisfatto della condanna e lascia presagire un accordo futuro con Google per la pubblicazione dei materiali dei giornali . Pubblicazione che potrà essere attuata solo previo pagamento dei diritti editoriali che spettano agli editori delle testate giornalistiche del Belgio.
Nel frattempo, Google riceve nuove accuse da parte di alcune grandi case di produzione, tra le quali spiccano la Disney , la NBC Universal , la Time Warner e la Sony Picture.
L’ accusa, questa volta, è quella di favoreggiamento alla pirateria. Attraverso i suoi maggiori circuiti pubblicitari, Adsense e Adwords , Google avrebbe agevolato la diffusione illegale di materiale video, da parte dei siti EasyDownloadCenter.com e TheDownloadPlace.com.
Google mette a disposizione degli utenti che utilizzano i suoi servizi pubblicitari, in particolar modo quelli che superano una certa soglia di traffico, un consulente che, tra le varie mansioni, dovrebbe anche vigilare sui contenuti diffusi dai siti.
Il colosso di Mountain View corre ai ripari e annuncia di essere già al lavoro per istituire un sistema di controllo e screening dei siti più rigido rispetto a quello fino ad ora adottato. Il nuovo sistema di controllo prevede anche l’ eliminazione del targeting di parole chiave considerate “utili” per chi sponsorizza la pirateria in Internet.
Tanti modi di essere SEO
Ci siamo imbattuti in una discussione molte interessante, sviluppatasi intorno ad un articolo pubblicato su
Marketing Routes.
La discussione prende la forma di uno sfogo condiviso da molti, al quale anche noi non possiamo far altro che associarci.
Fino a qualche anno fa, pochi erano a conoscenza dell’ esistenza di una figura professionale chiamata SEO . Oggi, molti si auto-qualificano sul web come SEO e promettono ai propri potenziali clienti il raggiungimento di risultati considerevoli in tempi brevissimi.
È vero, questi “impostori del web” rovinano il mercato e deturpano la figura professionale stessa dei SEO.
Comprendiamo la rabbia di Jacopo, autore del post che ha generato la discussione: chi si occupa già da diversi anni di web marketing ed, in particolare, di Search Engine Marketing, ha dovuto conquistarsi, prima di tutto, una credibilità professionale e per farlo ha dovuto faticare molto.
Competenza, etica professionale, esperienza e aggiornamento costante sono le prime tre qualità distintive del SEO. Chi non le possiede o, peggio ancora, non si impegna affatto per tentare di conquistarle non può garantire niente a nessuno.
Risolta la questione dei falsari del web marketing, ne rimane un’ altra ancora aperta.
Avete mai sentito parlare dei SEO che portano avanti la strategica metodologia di lavoro improntata sul: “fate come dico io, ma non fate come faccio io“?
Ovviamente, si tratta di sottigliezze che solo gli addetti ai lavori possono comprendere…
Pur appoggiando, come abbiamo affermato più sopra, il profondo dissenso nei confronti di chi, senza titoli né diritti si spaccia per quello che non è, riteniamo che bisognerebbe rammaricarsi ancora di più con chi, forte della propria reputazione (meritata, questo non è in discussione), utilizza strategie non proprio “legittime” per mantenere le proprie posizioni in testa ai Motori di Ricerca.
Ovviamente, ogni SEO ha i suoi metodi, i suoi “trucchi” si potrebbe dire. E ogni SEO stabilisce il grado di etica professionale che intende seguire nell’ intento di delineare e dar forza al proprio brand.
Le ammonizioni di Google
Navigando per il web abbiamo scovato il post di un giovane SEO americano, John Whyte.
Argomento del post: I filtri di Google .
Di Google Sandbox e di Google Bombing abbiamo già parlato anche noi in altre occasioni.
In particolare consigliamo la lettura del nostro articolo “Come uscire dalla Sandbox di Google“. In questo articolo abbiamo tentato di spiegare come anche altri due filtri descritti da Whyte possano essere collegati agli effetti della Sandbox: il filtro che penalizza la presenza di troppi links che in contemporanea puntano al vostro sito e il filtro che penalizza la presenza di un numero eccessivo di pagine sin dalla prima apparizione del sito.
Come Whyte abbiamo sottolineato l’ atteggiamento ostile di Google nei confronti di tutto ciò che risulta innaturale ed eccessivo. A questa ostilità si riconduce anche il filtro per la sovra-ottimizzazione.
A proposito del Google’s trust Rank filter , che potrebbe essere esplicato mettendo in relazione l’ atteggiamento di Google riguardo l’ anzianità del sito, può risultare interessante approfondire l’ argomento attraverso la lettura di
“Consigli preziosi per il lancio di un nuovo dominio“.
Parlando del CO-citation Linking Filter , Whyte spiega in maniera molto approfondita quali effetti possono scaturire quando il Motore di Ricerca ritiene che il sito A sia correlato al sito B perché entrambi vengono linkati dai siti 1, 2 e 3, nonostante non siano linkati fra loro. Qualora il sito B fosse considerato non di qualità dal Searcher, il sito A risulterebbe vittima di una sorta di preconcetto! Il rimedio non può che essere quello di verificare con molta attenzione l’origine e la natura del links che puntano in direzione del nostro sito, magari utilizzando strumenti preziosi come le guidline.
Sempre in riferimento ai links esterni al sito, Whyte descrive gli effetti del Link Farming Filter . Il nome del filtro è divertente, ma efficace allo stesso tempo. In una fattoria possono convivere molte specie diverse di animali. Sul vostro sito, invece, occorre garantire sempre una certa pertinenza. Se i links esterni che puntano in direzione del vostro sito risultano tematizzati rispetto ai contenuti presenti sulle vostre pagine, il Motore di Ricerca li prenderà in considerazione in maniera benevola. A questo proposito vi invitiamo ad approfondire il concetto di Link Popularity.
Per quanto riguarda il Broken Link Filter , Whyte spiega che esso può essere applicato quando i links che puntano in direzione delle pagine interne del vostro sito risultano scritti in modo errato.
Il Page Load Time filter si riferisce all’ eccessiva pesantezza delle pagine del sito. Un sito contenente molte immagini, ad esempio, richiede un lasso di tempo maggiore per essere caricato. Gli spiders del Motore di Ricerca sembrano non avere molta pazienza: potrebbero stancarsi di aspettare e, soprattutto, potrebbero penalizzare il sito non inserendolo nelle serps di Google .
In definitiva, Whyte propone una lista dei più importanti filtri di Google, una lista che, tiene a precisare, scaturisce dalla sua esperienza di SEO e contiene teorie personali, asserzioni che potrebbero essere messe in discussione da altri SEO.
Come lo stesso Whyte afferma, a questi filtri se ne possono aggiungere degli altri. Dal nostro punto di vista, si tratta comunque di consigli preziosi, da tenere bene a mente quando si affronta la tanto temuta scalata ai Motori di Ricerca.
Sapere i links da google!
Come faccio a visualizzare i links al mio sito?
Solo oggi ci siamo accorti che Google fornisce di nuovo i links che collegano ad un determinato sito.
Questo servizio era stato “sospeso” dal motore di ricerca qualche anno fa, quando non mostrava più al comando link:http://www.sito.com tutti i siti che collegavano un determinato sito, ma solo quelli che avevano almeno un 4 di pagerank.
Nel periodo successivo Google si limitava a restituire al comando “link:” solo siti che il motore di ricerca reputava pertinenti, quindi non tutti.
Un approfondimento relativo al sistema di visualizzazione dei links che puntano al nostro sito lo si può avere dalle pagine che Google mette a disposizione degli utenti tramite il suo centro assistenza.
Per i più fortunati, o meglio per chi utilizza gli strumenti per i webmaster da oggi si potranno vedere tutti i links che si collegano ad un determinato sito tramite il pannello di controllo che il searcher mette a disposizione. Oltre ai links esterni al sito, cioè quelli che puntano al verso il nostro, Google fa di più: ci fa vedere anche i links interni, confermando la nostra teoria sui links esterni di cui abbiamo parlato sulla nostraGuida al posizionamento.
La domanda che ci poniamo è :”Google apre di nuovo i links ai SEO perchè i links avranno meno valore in quanto saranno soppiantati dal PhraseRank oppure con questo nuovo servizio vuole avvicinare ed invogliare i SEO più restii ad utilizzare la sitemaps?“
Inoltre, nel pannello di controllo appare un nuovo bottone (in alto a destra), creato, dal nostro punto di vista, con un occhio attento all’usabilità. Il “bottone”, infatti, facilita notevolmente la consultazione dei siti che il SEO amministra.
Il Blog di Seo Raffaello si rinnova
Per festeggiare i primi tre anni di attività del suo Blog, Seo Raffaello ha deciso di cambiarne l’immagine. L’obiettivo è garantire all’utente una maggiore fruibilità del Blog e delle News sui Motori di Ricerca aggiornate puntualmente.
Rinnovare la propria immagine non significa cambiare anche la propria missione. Il Blog di Seo Raffaello continuerà a trattare argomenti correlati alla Promozione del Sito sui Motori di Ricerca e tenterà, come ha fatto fino ad ora, di approfondire, commentare, scovare notizie pertinenti al Search Engine Marketing.
Confessiamo che, in un primo momento, l’idea di rinnovare il design del nostro Blog ci spaventava un po’. Lasciare il vecchio per il nuovo…
Il cambiamento, però, è una componente essenziale del nostro lavoro. Offrire servizi di posizionamento siti sui motori di ricerca significa anche stare al passo con i processi evolutivi che portano i motori a variare continuamente i propri algoritmi di ranking.
Quella del Blog è un’esperienza entusiasmante: consente di comunicare con l’utente, di affermare le proprie convinzioni, di commentare notizie, di confrontarsi con altri esperti del settore, di sottoporsi al giudizio positivo o negativo di chi ci incontra lungo la strada.
È un’importante opportunità di crescita all’interno di un ambiente particolare, il SEM, che richiede non soltanto competenze tecniche, ma anche buone doti comunicative e disponibilità al confronto.
Il nostro Blog non ha mai inteso utilizzare toni polemici. I nostri posts vengono concepiti come articoli e mai come attacchi. L’obiettività è una dote che riteniamo fondamentale e per questo cerchiamo sempre di salvaguardarla.
Portare avanti i propri progetti e la propria metodologia di lavoro nel rispetto di una ben radicata etica professionale: questo è ciò che si propone di fare Seo Raffaello.
Sperando di non aver tradito le aspettative dei nostri utenti con questo inatteso cambio di immagine, ci auguriamo che il nuovo anno risulti ricco di news da commentare e approfondire!
Approfittiamo dell’occasione per invitare chiunque legga il nostro Blog a commentare i nostri articoli. Punti di vista diversi dal nostro saranno sempre ben accetti perché ci offriranno preziose occasioni di crescita.
Vogliate perdonare le piccole imprecisioni ancora presenti e che ci auguriamo di risolvere al più presto.
Grazie a tutti
Nuove door pages
Analizzando il comportamento degli spiders di fronte agli annunci Adsense, Agoago apre una discussione sul forum di GT e ci induce a riflettere su quello che lo spider non può vedere.
Non ci sono più gli spiders di una volta… in grado di leggere unicamente i contenuti scritti in HTML. Oggi gli spiders parlano molte lingue e sono in grado di leggere il javascript, ajax, ecc.
L’autore della discussione ci ricorda anche che oggi il Motore di Ricerca tiene in debita considerazione anche fattori esterni al sito (owner, server, ip,..).
Visualizzando la versione cache della pagina di un sito e, più in particolare, solo il testo nella cache, abbiamo la possibilità di apprendere cosa vede della nostra pagina il motore di ricerca.
Come mai scompaiono dalla vista del motore i testi degli annunci Adsense?
Se il Motore prendesse in considerazione i testi degli annunci a pagamento, i risultati delle serps ne risulterebbero sconvolti. I testi degli annunci Adsense, scritti in iframe e richiamati tramite javascript, non sono visibili agli spiders dei Motori.
In altri termini, gli annunci Adsense sono strutturati su due livelli: il primo visto dagli utenti, il secondo visto dal motore. L’iframe richiamato tramite js utilizza un meccanismo inverso a quello delle famigerate doorpage. In più ad usarlo, questa volta, è il motore di ricerca stesso.
Ci complimentiamo con Agoago per l’acuta intuizione, anche perché è verissimo, “non c’è miglior nascondiglio del nascondere qualcosa mettendolo sotto gli occhi di tutti”!
D’altro canto, non accogliamo l’invito: vedere quali risultati porterebbe l’utilizzo l’iframe per il posizionamento ci alletta non poco. Dopo anni di esperienza, però, ci ritroviamo ad essere un pò disincantati di fronte a certi escamotage.
Come è avvenuto in passato, ogni volta che gli ingegneri di Google hanno individuato il diffondersi di tecniche di optimization che potevano mettere in discussione i loro algoritmi, si sono impegnati ad apportare modifiche in grado di colpire e punire proprio chi era convinto di aver trovato la pozione magica!
Nella direzione di una maggiore stabilità, appoggiamo ad esempio il diffondersi e l’affermarsi di una interessante figura professionale, complementare a quella di SEO, che viene comunemente definita SEC (Search Engine Copywriter).
Molti obietteranno che l’engine copywriting esiste già da anni e che si tratta di una delle componenti essenziali del lavoro del SEO. Un buon punto di partenza per una discussione ci viene fornito da chi ci parla della necessità di
“ottimizzare l’uso delle parole” e di riconsidere le regole dello scrivere per il web.