Google, DoubleClick e Antitrust
Google, DoubleClick e Antitrust
Google acquisisce Doubleclick per 3,1 miliardi di dollari e la Federal Trade Commission verifica il rispetto delle vigenti leggi sull’ antitrust.
Tutto questo mentre l’ Unione Europea chiede a Google di spiegare le ragioni che spingono il più potente motore di ricerca al mondo a registrare le informazioni relative alle ricerche effettuate dal singolo utente su internet.
Le due cose sono evidentemente collegate tra loro: Google conserva gli storici delle ricerche effettuate dall’ utente in rete; DoubleClick può eseguire un tracciato fedele dei siti e delle pagine web effettivamente visitate dall’ utente.
In altri termini, interrogare il motore con una query equivarrebbe a dare la nostra approvazione al trattamento dei nostri dati personali?
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Risultati organici: i più visti dagli utenti
Il dato è confermato per l’ ennesima volta: gli utenti che effettuano ricerche in internet prestano maggiore attenzione ai risultati organici ovvero quelli non a pagamento.
Uno studio effettuato dalla Market Research Agency De Vos & Jansen in collaborazione con la Search Engine Media Agency Checkit ha analizzato il comportamento dell’ utente di fronte alle pagine dei risultati di ricerca.
Lo studio ha evidentemente la forma di un eye tracking: utilizzando specifici strumenti di misurazione scientifica, sono stati analizzati i movimenti delle pupille, lo sguardo dell’ utente e, soprattutto, i tempi di visualizzazione dei risultati disposti in punti differenti della pagina web visualizzata.
Durante l’ eye tracking, i campioni analizzati sono stati suddivisi in due categorie distinte: da un lato troviamo gli utenti che interrogano i motori di ricerca per ottenere informazioni su determinati prodotti o servizi; dall’ altro, invece, ritroviamo gli utenti motivati all’ acquisto ovvero gli utenti che intendono acquistare via web un determinato prodotto e sono alla ricerca dell’ offerta migliore.
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Il Robots-nocontent tag di Yahoo!
In occasione del Search Engine Strategies di New York è stato indetto il “Robots.txt Summit” , una conferenza che ha voluto far incontrare i rappresentanti dei maggiori Motori di Ricerca con gli editori di alcuni siti web.
Durante l’ incontro si è parlato di Robots.txt, argomento rilevante quando si discute di ricerca e spiders.
Il direttore di Yahoo! Search Technology, Sean Suchter, ha presentato il robots-nocontent tag di Yahoo!, un tag che dovrebbe indirizzare i crawlers del motore solo nella direzione dei contenuti rilevanti all’ interno della pagina web.
Su Yahoo! Help vengono elencati una serie di esempi che suggeriscono come e quando applicare il “class=robots-nocontent”: Leggi il resto dell´articolo »
Context vs Link: cosa sceglie il SEO?
La domanda ricorda vagamente il “Be or not to Be” shakespeariano.
In realtà, il tema è sempre lo stesso. Ricordate i nostri posts precedenti sulla linking strategy, sul concetto di phraserank o sulla compravendita dei links?
La link popularity ha assunto oggi un valore diverso, meno rilevante rispetto al passato. Lo stesso agognato Page Rank sembra non avere più il potere di ossessionare i SEO che lavorano al posizionamento siti web dei propri clienti.
Più che parlare di perdita di rilevanza, si dovrebbe parlare di un cambiamento di prospettiva: la search engine optimization appare più consumer oriented rispetto al passato.
La domanda amletica riportata nel titolo fa riferimento ad un articolo, pubblicato su Msnbc da Jon Rognerud, dal titolo The N. 1 SEO Tip.
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Links che non vogliono accrescere il PR
Interessante articolo pubblicato ieri sul Search Engine Journal.
L’ argomento trattato ha a che fare con le strategie di link building ma, paradossalmente, non riguarda il Page Rank.
La Alternative Link Building Strategy delineata da Raj Dash, autore dell’ articolo, riguarda piuttosto la moltiplicazione dei punti di accesso al sito e la targettizzazione dell’ utente.
Su questo blog abbiamo parlato più volte della necessità di ottimizzare siti tanto per gli utenti quanto per i motori di ricerca.
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Microsoft e Yahoo: smentite le dichiarazioni del NYP
Nel post precedente parlavamo di un matrimonio in vista per Microsoft e Yahoo.
Oggi, c’ era da aspettarselo, dobbiamo fare marcia indietro.
Evidentemente, le ragioni che spingono Yahoo a respingere le proposte di Microsoft vanno ben oltre la comune intenzione di contrastare il potere di Google.
Sul New York Post di oggi, il clamore per la possibile unione di Microsoft e Yahoo sembra essersi ridimensionato.
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Microsoft e Yahoo: matrimonio in vista
La notizia arriva dal New York Post di oggi:
“They’re getting tired of being left at the altar,” said one banking source who has recently had talks with Microsoft. “They now seem more willing to extend themselves via a transaction to get into the game.”
Che Microsoft stesse facendo una corte spietata a Yahoo si sapeva da oltre un anno. Fino ad ora, però, Yahoo sembrava non intenzionata a cedere alle insistenti avance di Bill Gates.
L’ obiettivo principale rimane quello di contrastare la irresistibile ascesa di Google, attraverso una riduzione del gap relativo alla raccolta pubblicitaria in Internet. Ridurre l’ attuale dispersione delle risorse derivanti dalla pubblicità in rete significherebbe ridurre anche il monopolio googleiano.
Vedremo nei prossimi giorni se la notizia diffusa dal NYP ha un fondamento reale e, soprattutto, vedremo quale sarà, a tale proposito, la reazione del gigante di Mountainview.
Le Second Houses di Gabetti
Pochi mesi fa abbiamo pubblicato due posts intitolati rispettivamente Le nuove frontiere del marketing (Parte I) e Le nuove frontiere del marketing (Parte II).
Tema centrale della discussione era la Blogosfera e, più nello specifico, il Blog Aziendale o Corporate Blog.
Oggi, la nostra attenzione si sposta su Second Life e sulla nascita della prima agenzia immobiliare italiana in versione avatar.
La notizia è stata pubblicata sul Corrieredellasera.it che attribuisce la paternità del progetto della Gabetti, nota agenzia immobiliare italiana, a Maurizio Monteverdi, ceo della società.