Perchè WordPress?
Perchè WordPress?
Considero WordPress una delle migliori piattaforme di open source per blog presenti sulla rete.
WordPress è una piattaforma blog di facile installazione che, grazie all’ utilizzo del linguaggio PHP, consente di gestire il proprio blog in maniera semplice e lineare.
WordPress presenta un valore aggiunto: la piattaforma è ben predisposta al processo di ottimizzazione delle pagine web e, pertanto, si presenta come una soluzione ideale ai fini del posizionamento sui motori di ricerca.
Download WordPress:
In Italiano:
http://www.wordpress-it.it/wiki/Main/WordPressInItaliano
In Inglese:
http://www.wordpress.org/download/
WordPress fa uso di plugin molto utili per custumizzare in base alle proprie esigenze i temi messi a disposizione dai singoli autori. I plugin sono componenti aggiuntivi che consentono di ampliare le funzioni predisposte dal template WordPress che si è scelto di utilizzare per il proprio sito.
Plugin WordPress in Italiano:
http://www.wordpress-it.it/plugin-italiani/
Plugin WordPress in Inglese:
http://wp-plugins.net/
WordPress mette a disposizione anche utili strumenti di supporto all’ installazione e alla gestione delle piattaforma.
Supporto WordPress in Italiano:
http://www.wordpress-it.it/forum/
Supporto WordPress in Inglese:
http://wordpress.org/support/
I Wiki da leggere prima dell’ installazione:
http://www.wordpress-it.it/wiki/ (Italiano)
http://codex.wordpress.org/Main_Page (Inglese)
I Temi WordPress sono template di file che predefiniscono il layout del sito web. Il vantaggio dei template WordPress risiede nella possibilità di modificarne testi e immagini, in modo da poter personalizzare il proprio sito o blog.
Temi WordPress in Inglese:
http://themes.wordpress.net/
Temi WordPress in Italiano:
http://www.temi-wordpress.com/
Non posso esimermi dal ringraziare Ericulous, autore del tema di Advertising-Online.it
Per maggiori informazioni su Ericulous e sui temi WordPress da lui generati, rimandiamo al sito:
http://ericulous.com/.
Campagne SEO vs Campagne Pay per Click
“Personalmente, ritengo che affidarsi ad un SEO per migliorare il posizionamento del proprio sito nei risultati organici forniti dai motori di ricerca risulti, alla lunga, più dispendioso di un investimento per la gestione di una campagna pay per click.”
Questo è quello che scrive Nick Stamoulis in conclusione ad un suo articolo, pubblicato il 26 Luglio 2007 sul Search Engine Optimization Journal.
Un’ affermazione piuttosto sindacabile se si fa riferimento alle ultime indagini sull’ eye tracking condotte dalla Market Research Agency De Vos & Jansen in collaborazione con la Search Engine Media Agency Checkit (ne avevamo parlato in Risultati Organici: i più visti dagli utenti).
Bisogna anche aggiungere che, molto spesso, chi si rivolge ad un SEO per migliorare il posizionamento organico del suo sito, proviene da un’ esperienza negativa o poco soddisfacente di pay per click.
I cambiamenti che Google sta apportando negli ultimi tempi alle sue pagine di risultati per garantire una maggiore visibilità dei collegamenti sponsorizzati sono una prova evidente dei limiti del Pay per Click, inteso come strategia unica di promozione on line. (Abbiamo parlato di questo anche in Google e il Sesto Potere)
Stamoulis si domanda se non sia il caso di rivedere l’ investimento promozionale per il proprio sito, magari prendendo in considerazione la possibilità di convertire il budget previsto per il posizionamento organico in budget da investire su una campagna di pay per click.
Dal canto nostro, siamo convinti che ogni caso richieda un’ analisi ed un intervento promozionale ad hoc.
Da questo punto di vista, il web advertising somiglia molto all’ advertising tradizionale:
non esiste un’ unica strategia promozionale valida sempre e comunque. Ogni azienda, ogni ambiente competitivo, richiede l’ elaborazione di un progetto promozionale peculiare che miri al conseguimento degli obiettivi che si intende raggiungere.
Google e il Sesto Potere
Si animano le discussioni sul web e l’ aria si fa sempre più tesa in ambiente SEO. La ragione di tutto ciò? Come al solito, Google!
Il re dei motori di ricerca, il buon vecchio colosso di Mountain View assume via via le sembianze dell’orco che mangia i bambini!
Torna in mente il capolavoro cinematografico di Welles e la figura di Charles Foster Kane, il grande magnate della stampa americana, schiacciato e logorato dalla sua stessa brama di potere.
Ma chiariamo la situazione per quelli che si sono persi le ultime novità di GG:
provate a cercare su Google.it hotel Lecce o hotel Vieste…
Nel primo caso, ci troviamo dinnanzi ad una situazione preannunciata: link sponsorizzati, risultati Google Maps e sette risultati organici.
Nel secondo caso, la situazione risulta pressoché analoga: l’ unico cambiamento riguarda la posizione dei risultati del Google Maps che dalla testa della pagina sono passati al centro.
C’è già chi preannuncia con spirito catastrofico la morte del SEO. C’è, di contro, chi sostiene le scelte di Google, accogliendole con uno sconcertante plauso.
Dal canto nostro, prima di prendere posizione, preferiamo aspettare che la situazione si assesti. I due esempi sopra riportati mostrano chiaramente che ci troviamo ancora in una fase di sperimentazione.
E nel frattempo, Microsoft riguadagna qualche punto percentuale grazie a Windows Live Search.
Un nuovo motore di ricerca firmato Microsoft
Si chiama MsDewey ed è un motore di ricerca davvero innovativo, che prende le distanze in modo significativo dall’ immagine imposta dal successo di Google ed ormai standardizzata del motore di ricerca tout court.
Realizzato interamente in flash, MsDewey sorprende l’ utente per la sua interfaccia multimediale, dominata dalla presenza di una donna molto attraente e spigliata che si propone di aiutare l’ utente nella sua ricerca.
Non crediate però, che la bella signorina sia accondiscendente e premurosa con gli utenti che vanno a farle visita: al contrario, scatta, si irrita e comincia ad urlare, a bussare sullo schermo, a battere nervosamente le unghia sul tavolo se l’ utente non la interroga con una query.
Un motore di ricerca come non si era mai visto! Di certo, MrDewey non brilla per usabilità ed efficienza nelle ricerche, ma in termini di charme non teme rivali.
MrDewey è il motore di ricerca che sorride all’ utente, lo prende in giro, gli mostra le mani legate quando non è in grado di rispondere ad una query.
Un motore di ricerca simpatico, divertente, brillante. Un motore di ricerca innovativo. Un motore di ricerca interattivo.
Overtargeting e motori di ricerca
La targettizzazione della clientela è fondamentale per chi intende promuovere prodotti o servizi attraverso il web ed i motori di ricerca.
È opportuno tener presente che la maggior parte degli utenti della rete utilizza i motori di ricerca sia per cercare informazioni sia per comparare prezzi sia per rintracciare quei siti sui quali effettuerà degli acquisti.
Il primo step da compiere, dunque, è quello di essere ben posizionati sui motori di ricerca.
Non tutti gli utenti che navigano servendosi dei motori di ricerca, però, saranno interessati alle medesime informazioni. Il mio sito deve ritagliarsi la propria fetta di web, in modo da essere facilmente trovato dai suoi utenti/clienti.
Quando si muovono i primi passi nel mondo dell’ e-commerce, dunque, è necessario definire un profilo più o meno preciso della clientela potenziale: quali sono le caratteristiche che accomunano i miei clienti potenziali?
Restringere troppo il target, però, può portare ad una situazione di overtargeting ovvero alla creazione di una micro-nicchia di mercato, talmente ristretta da non riuscire a sostenere la campagna promozionale messa in atto.
Un sito che promuove voli aerei, ad esempio, potrebbe impostare la sua campagna pubblicitaria sui motori di ricerca basandosi esclusivamente sulle keywords di ricerca “offerte voli”, “voli low cost”, “biglietti aerei”, “voli economici”, “voli last minute”.
Il target in questo caso è rappresentato da utenti che intendono acquistare biglietti aerei a basso costo.
Se la promozione del sito sui motori di ricerca abbracciasse anche il settore turistico, legando le offerte di volo con le prenotazioni alberghiere o vacanze last minute, non credete che il business assumerebbe dimensioni più ampie?
Creare delle micro-nicchie di utenza può essere utile solo se esse vengono fatte rientrare all’ interno di una strategia più ampia, capace di comprendere differenti nicchie di utenza trasversalmente collegate tra loro e tutte egualmente soddisfatte dalle informazioni presenti sul sito.
Questo implica due cose fondamentali:
• Il sito risulta ben posizionato sui principali motori di ricerca per un numero consistente di keywords.
• Il sito contiene al suo interno informazioni che risultano in grado di accontentare le diverse micro-nicchie di utenza individuate. Categorie di informazioni, pagine di atterraggio strategicamente costruite, moltiplicazione dei punti d’ accesso al sito, sono elementi utili a gestire una utenza varia e di grandi dimensioni.
Nasce l’ Istituto di Credito PayPal
Ricollegandoci al discorso fatto in merito allo stato di salute attuale dell’ e-Commerce in Italia, parliamo adesso di PayPal, il sistema di pagamento sicuro prediletto dagli utenti della rete.
Acquisita da e-Bay nel 2002, PayPal è stata riconosciuta Istituto di Credito Lussemburghese il 2 Luglio 2007.
PayPal Europe, con sede a Lussemburgo, offre ai suoi clienti un servizio limitato ai pagamenti con moneta elettronica. PayPal non può offrire ai suoi clienti un servizio di deposito o investimento. I clienti PayPal non possono neanche usufruire delle medesime garanzie offerte dagli altri depositi lussemburghesi forniti dall’ Association pour la Garantie des Dépots Louxemburg. (Informazioni tratte dal sito ufficiale PayPal)
L’ aver assunto la forma di un vero e proprio Istituto Bancario (se pure con le limitazioni sopra descritte), che importanza può avere all’ interno della strategia complessiva di PayPal?
Brent Bellm, l’ Amministratore Delegato per l’ Europa di PayPal, ha così risposto al Business Magazine Economy(Gruppo Mondadori), il 27 Giugno 2007:
“Sicuramente si tratta di un passo molto importante, soprattutto dal punto di vista della diffusione dei nostri servizi. Infatti, dopo aver ottenuto l’ autorizzazione, dal 2 luglio prossimo, daremo il via alla creazione di team di vendita locali, che ci consentano di stringere ulteriori accordi con tutti i principali operatori del commercio elettronico. E nonostante che eBay sia diventata, dal 2002, nostra proprietaria, vorremmo distinguerci, essere qualcosa di più del metodo di pagamento dei clienti eBay“.
Dalle dichiarazioni di Bellm, l’ Italia dovrebbe diventare parte integrante ed attiva del processo di diffusione del sistema di pagamento PayPal. I 2 milioni di conti già attivi su PayPal, appartenenti a clienti italiani, testimoniano secondo Bellm “un forte interesse che si accompagna a una crescita molto rapida“.
L’ aspirazione ultima rimane comunque quella di rendere PayPal il “metodo di pagamento su tutti i siti di e-commerce in Europa”.
Acquisti on line: E-Commerce in Italia
Facendo riferimento al Rapporto Netcomm 2007, abbiamo cercato di delineare lo stato attuale dell’ e-commerce italiano.
La situazione è risultata piuttosto problematica: l’ indagine portata a termine dall’ Osservatorio B2c di Netcomm ha mostrato che l’ e-commerce italiano è cresciuto del 30% rispetto al 2006, percentuale superiore per altro a quella registrata dagli altri paesi europei (Francia, Germania, UK) e dagli USA.
Il 50% del fatturato registrato dall’ e-commerce italiano proviene dal settore turistico.
In termini di fatturato complessivo, tuttavia, l’ e-commerce italiano non riesce ancora a ridurre il divario che lo separa dagli altri paesi presi in esame.
Siamo giunti ad affermare che il problema sia principalmente culturale: gli italiani usano il web principalmente per effettuare ricerche, comparare i prezzi, individuare il punto vendita nel quale avverrà effettivamente l’ acquisto.
Insomma, pur utilizzando maggiormente Internet, gli italiani continuano a spendere i loro soldi off line.
Ma siamo davvero certi che il problema sia esclusivamente di tipo culturale? Le remore mostrate verso l’ atto d’acquisto on line sono legate solo alla paura di utilizzare la propria carta di credito nei circuiti di pagamento elettronico?
Secondo la Guida Italiana al Commercio Elettronico, la crescita faticosa dell’ e-commerce in Italia deve essere attribuita anche agli errati strumenti di ricerca ed analisi utilizzati dai commercianti della rete.
Manca, più di ogni altra cosa, una strategia integrata di indagine, un sistema di analisi che consenta di conoscere i comportamenti del cliente, le sue abitudini d’ acquisto, le sue motivazioni all’ acquisto.
Informazioni che potrebbero essere meglio registrate attraverso “ricerche di mercato quantitative tradizionali” – afferma Jeffrey Grau, Senior Analyst per l’ Istituto E-Marketer.
Spedizione gratuita e servizi personalizzati appaiono elementi fondamentali nel settore del Retail E-Commerce.
A questo bisognerebbe aggiungere prezzi più competitivi: in molti casi, il prezzo per l’ acquisto on line equivale a quello esposto in negozio. Un punto vendita tradizionale deve sostenere spese nettamente superiori rispetto a quelle sostenute da un sito e-commerce. Proprio in virtù di questo, il cliente si aspetta una convenienza maggiore dai suoi acquisti on line.
Soddisfare queste esigenze, significa fare un primo passo in avanti nella direzione del cliente.
Nei prossimi articoli approfondiremo l’ argomento e ci concentreremo, oltre che sulle motivazioni dei clienti, anche sui sistemi di pagamento elettronici, analizzando il caso specifico di PayPal.