Le Chiavi di Ricerca e il Posizionamento
Le Chiavi di Ricerca e il Posizionamento
La scelta delle chiavi di ricerca è senza alcun dubbio uno dei momenti più delicati e significativi di una campagna di posizionamento sui motori di ricerca.
L’ esperienza, le indagini, le statistiche continuano ad analizzare il comportamento degli utenti di Internet per tentare di tracciare una mappa più o meno esaustiva delle loro abitudini di ricerca.
Un dato sembra rimanere pressoché invariato: persone diverse descrivono le cose in modo diverso. Questo implica che gli utenti della rete non effettuano le loro ricerche rispondendo a dei canoni prestabiliti o standardizzati. Utenti diversi potrebbero interrogare il motore con keywords diverse, pur cercando la medesima cosa.
Un servizio di Search Engine Optimization può essere ricercato dagli utenti in diversi modi:
• posizionamento siti
• posizionamento sito web
• posizionamento sui motori di ricerca
• web marketing
• agenzia posizionamento sito
• visibilità sito
• aumentare visibilità sito
• pubblicità sito web
• promozione sito
• …
Insomma, la lista potrebbe continuare all’ infinito. Chiaramente, chi conosce già il servizio utilizzerà keywords più specifiche. Al contrario, l’ utente che ne ha solo sentito parlare e desidera saperne di più, effettuerà la sua ricerca con chiavi più generiche.
È chiaro, che se vogliamo promuovere i nostri servizi e rivolgerci sia ad un target di utenza sia all’ altro, non possiamo trascurare le chiavi di ricerca che, con buona probabilità, saranno utilizzate da potenziali clienti che desiderano provare i nostri servizi per la prima volta.
Segnaliamo la Keyword Research Guide, realizzata da Wordtracker. La guida ipotizza di dover pianificare una campagna di posizionamento sui motori di ricerca per la Virginia Veg , nome di fantasia di una ipotetica azienda che produce cibo per cani e che desidera promuovere in internet la sua nuova linea di “Vegetarian dog food”. Hanno partecipato alla realizzazione di questa guida alcuni tra i SEO più noti della scena internazionale.
Google’s quality score: Landing Page
Su Inside Adwords è stato pubblicato ieri un articolo che mette in allerta gli affiliati di Adwords. Questa volta si parla di Landing Page ovvero di pagine web realizzate ad hoc per accogliere l’ utente interessato ad un annuncio adwords.
Si torna a parlare di Punteggio di Qualità:
“Il punteggio di qualità influenza la posizione degli annunci su Google e nella Rete Google e in parte determina l’offerta minima per le parole chiave. In generale, tanto più elevato è il punteggio di qualità, tanto migliore sarà la posizione occupata dall’annuncio e tanto minore sarà l’offerta minima richiesta.
Il punteggio di qualità garantisce la pubblicazione degli annunci maggiormente pertinenti su Google e la Rete Google. AdWords funziona nel modo migliore per inserzionisti, utenti, publisher e anche per Google, quando gli annunci che pubblica rispondono adeguatamente alle esigenze degli utenti. Gli annunci molto pertinenti tendono a ottenere un maggiore numero di clic, a collocarsi in posizioni più elevate e a garantire all’inserzionista il massimo rendimento.”
E ancora:
“Il punteggio di qualità è la base per misurare la qualità e la pertinenza dei tuoi annunci e determinare la tua offerta CPC minimo per Google e per la rete di ricerca. Questo punteggio viene determinato dalla percentuale di clic (CTR) della parola chiave su Google, dalla pertinenza del testo dell’annuncio, dalla parola chiave e dalla pagina di destinazione.
Pensiamo che annunci di elevata qualità attirino più clic, incoraggino la fiducia degli utenti e diano in prospettiva migliori rendimenti. Per incoraggiare gli annunci pertinenti ed efficaci in AdWords, il nostro sistema definisce un punteggio di qualità per definire lo stato della tua parola chiave, l’offerta CPC minimo e il posizionamento dell’annuncio per l’asta.”
Infine:
“La formula di calcolo del punteggio di qualità utilizzato per determinare le offerte minime è diversa da quella del punteggio di qualità utilizzato per determinare la posizione. Le formule variano anche in base all’elemento a cui si riferisce il punteggio di qualità: un annuncio con targeting per parole chiave nella rete di ricerca, un annuncio con targeting per parole chiave nella rete di contenuti o un annuncio con targeting per sito.”
Chi potrebbe incorrere, dunque, in una penalizzazione ?
• Data collection sites that offer free gifts, subscription services etc., in order to collect private information
• Arbitrage sites that are designed for the sole purpose of showing ads
• Malware sites that knowingly or unknowingly install software on a visitor’s computer• eBook sites that show frequent ads or install malware
• ‘Get rich quick’ sites
• Comparison shopping sites
• Travel aggregators
• Affiliates that don’t comply with our affiliate guidelines
Per rinfrescare la memoria:
• Norme relative alla qualità della pagina di destinazione e del sito
Il caso SEOmoz
SEO Agency ai piani alti, ma sempre con i piedi per terra!
Ho appena letto un’ intervista fatta da Jim Hedger (Search Engine Journal) a Gillian Muessig e Scott Fishkin, fondatori di SEOmoz e genitori di Rand Fishkin, uno dei SEO più autorevoli degli USA.
Nell’ intervista si parla naturalmente di SEOmoz e della particolare metodologia di lavoro portata avanti dal team che lo costituisce.
L’ attenzione verso i clienti è al primo posto, al pari della passione per la Search Engine Optimization, pratica in continua evoluzione che rende indispensabile l’ aggiornamento e la flessibilità di coloro che intendono attuarla con successo.
Si discute anche delle difficoltà affrontate: quello del SEO è un lavoro che richiede tempo, costanza e caparbietà. Quando si acquisisce una certa notorietà si riesce a fatica a far fronte a tutte le richieste di lavoro e spesso si è costretti a rivolgersi ad agenzie esterne verso le quali indirizzare nuovi clienti.
Questo succede in misura ancora maggiore quando la mission di una SEO Agency è quella di curare gli interessi dei suoi clienti in modo impeccabile, adottando una strategia di web marketing studiata ad hoc per affrontare ogni volta le esigenze del singolo cliente.
SEOmoz elegge anche i suoi Premium Membership e a loro dedica tutta una serie di offerte speciali. Non ultimo, l’ accesso gratuito agli utili SEO tools, strumenti che consentono di monitorare, analizzare e migliorare il lavoro di ottimizzazione svolto su un sito web ai fini del buon posizionamento.
Ciò che colpisce maggiormente delle risposte date da Gillian e Scott è una grande umiltà unita ad un forte spirito di squadra.
Alla domanda:
“So what is SEOmoz now?”
Gillian e Scott rispondono così:
“That’s a little difficult to pin down because the company is a lot of things to a lot of people. It remains one of the hottest SEO firms on the web. It is also one of the leading sources of premium SEO content, tools and assistance. It is the home to Rand, Rebecca, Jane, Scott, Matt and a number of other well known and loved names in the industry. It’s a growing family business that is trying to grow to reflect the talents, interests and reality of the new generation of search marketers. SEOmoz is a successful business transiting to uncharted but apparently friendly waters. Like the industry it grew up in and serves, SEOmoz is a constant work in progress.”
Il futuro dei motori di ricerca
Quali sorprese ha in serbo il futuro dei motori di ricerca?
Ecco alcune ipotesi.
1. Query intent detection
I motori di ricerca mirano alla comprensione delle effettive intenzioni che sono alla base delle domande poste dagli utenti. Al momento, essi non sono ancora in grado di risolvere le ambiguità e mirano piuttosto alla restituzione immediata di risultati di ricerca pertinenti rispetto ad una determinata query. Il futuro dei motori di ricerca sembra però muoversi verso la ricerca semantica, dunque verso una maggiore personalizzazione del servizio offerto all’ utente.
2. Search Term Pattern Analysis
Una schematizzazione dei termini di ricerca utilizzati dall’ utente, unita ad una analisi dello storico riguardante le ricerche compiute in un determinato lasso di tempo: queste sembrano essere le due principali linee guida verso la personalizzazione dei risultati di cui parlavamo al punto 1. L’ advertising potrà godere di informazioni essenziali per indirizzare le proprie campagne pubblicitarie verso target di utenza ben definiti.
3. Vertical Growth
La ricerca verticale sembra essere il sistema più gradito dagli utenti. L’ interfaccia 3D proposta da Ask appare attualmente la più innovativa: l’ utente che interroga Ask con una query riceve una risposta completa e “tridimensionale”. I “best results” in testa alle serps; un’ icona a forma di cannocchiale consente di visualizzare la pagina di un sito prima di aprirla effettivamente; sulla sinistra troviamo utili suggerimenti per una ricerca più specifica, mentre sulla destra è possibile visualizzare alcune immagini, leggere un’ anteprima della definizione offerta da Wikipedia, etc.
4. Social Data Inclusion
I dati provenienti da siti come Facebook, Del.icio.us, Digg, Reddit, Newsvine, Techmeme volgono alla conquista di un ruolo fondamentale sia per quello che riguarda il processo di personalizzazione dei risultati di ricerca sia per quanto riguarda il ranking ovvero l’ ordinamento dei risultati restituiti all’ utente. Tre sarebbero le ragioni fondamentali del successo di questi siti: “temporal data & human preferences & sharing information”.
5. Search & Discovery Suggestion
Suggerire all’ utente query correlate a quella ricercata, facendo riferimento allo storico delle sue ricerche, è un obiettivo irrinunciabile per i principali Motori di Ricerca. lo abbiamo già visto su Ask (suggerimenti riportati a sinistra), ma il servizio mira ad una personalizzazione sempre maggiore.
6. Link Patterns over Link Numbers
Stabilire il PageRank sulla base di links contestuali, che favoriscono una navigazione intertestuale, risultando effettivamente utili all’ utente. Google cerca di avvicinarsi a tale obiettivo con i suoi continui aggiornamenti di algoritmo. Attualmente, però, il criterio numerico sembra conservare ancora un ruolo prioritario. Non rimane che sperare che il futuro dei motori di ricerca favorisca maggiormente la qualità dei links che determinano la “reputazione” di un sito in internet.
7. Major Vertical Fracturing
Perché mai un utente dovrebbe ricercare un immobile in vendita su Yahoo!, su Google o su altri motori di ricerca quando c’è Zillow che offre un servizio specializzato sulla vendita di immobili? Il futuro dei motori di ricerca prevede anche questo: una maggiore specializzazione. L’ utente si abituerà in tal modo ad effettuare le proprie ricerche servendosi di Searchers specifici per ogni settore.
8. Answers Over Results
La ricerca verticale dovrebbe includere la possibilità di ricevere “human answers” alle proprie query in alternativa alla consueta lista di pagine web più o meno rilevanti. Naver, motore di ricerca koreano, ha già mostrato che questa alternativa può risultare molto gradita all’ utente.
9. Semantic AI
Si tratta senza dubbio del traguardo finale, il più atteso ed il più auspicabile. Nel futuro possiamo intravedere motori di ricerca intelligenti che sono in grado di “comprendere” (oltre che di “leggere”) le nostre query. Non rimane che sperare che il futuro tanto atteso si trasformi in presente nel minor tempo possibile!
Il post fa riferimento a “Where are Search Engines Most Likely To Innovate?“, pubblicato su SEOmoz il 5 Settembre 2007. Autore: Randfish.
(Abbiamo mantenuto i titoli dei paragrafi, senza tuttavia tradurre il testo in modo letterale. Si tratta piuttosto di un post di commento al testo di riferimento)