Settore CPG: i consumatori comprano in Internet
Settore CPG: i consumatori comprano in Internet
Le aziende produttrici di beni di largo consumo si affidano all’ Advertising online.
E non sbagliano.
Questo è quello che emerge dalla nuova indagine condotta da Lisa Phillips, eMarketer Senior Analyst, autrice del report
CPG Online: Health & Beauty Go Interactive
Anche se il report si riferisce in modo specifico ai prodotti di bellezza destinati alla cura del corpo, il dato può essere esteso anche agli altri settori che rientrano nella definizione CPG - Consumer Packaged Goods (beni di largo consumo):
Prodotti alimentari, bevande, prodotti per la casa, detersivi, tabacco, prodotti di bellezza, abbigliamento, prodotti farmaceutici, ecc.
Leggi il resto dell´articolo »
Landing Page su misura con il Behavioural Targeting
In Behavioural Targeting e Landing Page abbiamo visto che anche le landing page possono essere create facendo riferimento ai principi del Behavioural Targeting.
Vediamo adesso nel dettaglio cosa bisogna fare per realizzare delle landing page cucite addosso ai nostri potenziali clienti:
Dai priorità al contenuto
Concentra la tua attenzione sulla stesura dei contenuti , in modo da stabilire cosa è importante mostrare al tuo target di utenza sulla base delle sue azioni, preferenze e scelte.
Per capire cosa è meglio mostrare al proprio target di utenza (quali offerte, quali annunci, quali prodotti) può essere importante effettuare prima un A/B testing, strumento efficace e attestato per accrescere il proprio conversion rate.
Migliora la navigazione
Migliorare la navigazione e dunque la rintracciabilità delle informazioni all’ interno della vostra landing page è essenziale. È evidente che non tutti gli utenti si comportano allo stesso modo. Una mamma e uno sportivo, entrambi interessati al livello di purezza dell’ acqua minerale promossa dal nostro sito web, adotteranno due punti di vista differenti per cercare, infondo, la stessa informazione. È necessario, dunque. Creare landing page capaci di soddisfare sia le esigenze della mamma sia le esigenze dello sportivo. L’ obiettivo è il medesimo: vendere la nostra acqua minerale!
Leggi il resto dell´articolo »
Behavioural Targeting e Landing Page
Abbiamo avuto modo di osservare come il Behavioural Targeting rappresenti ormai una scelta obbligata per quanti affrontano strategie di web marketing finalizzate a convertire il maggior numero possibile di utenti della rete in clienti potenziali per la propria azienda.
Il Behavioural Targeting diventa così il fulcro della proposta pubblicitaria di Yahoo! e il fondamento delle Campagne Adwords istituite da Google.
I due colossi della ricerca in Internet non sono però gli unici a voler pianificare le proprie campagne promozionali in rete sulla base delle azioni, delle preferenze ed, infine, delle scelte già effettuate dagli utenti che appartengono ad un determinato target.
Andreas Roell pubblica su iMedia Connection un interessante articolo che ci consente di approfondire ulteriormente l’ argomento “Behavioural Targeting”: Leggi il resto dell´articolo »
Behavioural Targeting
Il Behavioural Targeting è la scelta di molti advertiser della rete. Esso consente di stabilire il proprio target di utenza attraverso un’ analisi del comportamento degli utenti in rete:
Quali pagine visita un utente, con quale frequenza e quando?
Attraverso una piattaforma di Behavioural Targeting, un inserzionista ha la possibilità di veicolare i propri messaggi pubblicitari verso utenti che hanno effettivamente mostrato interesse per un determinato tema.
L’ implementazione di una piattaforma di Targeting Comportamentale è alla base dell’ acquisizione di Double Click da parte di Google.
Leggi il resto dell´articolo »
Internet non è un luogo comune

• PERICOLOSO
• DIFFICILE
• PORNOGRAFICO
• DEVIANTE
• INAFFIDABILE
• ALIENANTE
• VIRTUALE
Questi gli aggettivi, i luoghi comuni, che si è soliti attribuire ad Intenet.
Proprio da questi luoghi comuni parte l’ opening speech di Marco Montemagno (video) allo IAB Forum 2007.
Leggi il resto dell´articolo »
SEO buoni e SEO cattivi
Il 28/06/2007 appare sul Forbes un articolo molto interessante dal titolo “The Saboteurs of Search“.
L’ incipit dell’ articolo recita più o meno così:
“Se il vostro business online, come accade a migliaia di altre persone, si basa sul traffico generato dal motore di ricerca Google, allora Brandon Scott è la persona giusta da avere al vostro fianco”.
Brandon Scott è un SEO che ammette di praticare “occasionalmente” la cosiddetta “negative search engine optimization“.