Advertising Online, Twitter sfida Google e Facebook.
Advertising Online, Twitter sfida Google e Facebook.
Dopo il lancio della nuova interfaccia, il servizio di microblogging prova a spingere sui nuovi formati e così trovare (finalmente) un modello di business redditizio. Ecco quali sono tecniche e le tariffe con cui si presenta agli inserzionisti. Ci sono voluti cinque anni, un periodo lunghissimo per gli standard del Web, ma sembra che, dopo essere stato a lungo considerato un paradosso vivente (un sito capace di venire citato quasi ogni giorno sulle prime pagine dei giornali e di avere più di cento milioni di utenti, non disponeva ancora un modello di business redditizio), alla fine Twitter sia riuscito a trovare la quadratura del cerchio.
Secondo l’istituto di ricerca eMarketer, nel 2011 il servizio dovrebbe ricavare dalla pubblicità 139,5 milioni di dollari, con un aumento del 210 % rispetto all’anno precedente. Merito di una serie di formati promozionali, la maggior parte dei quali introdotti nel 2010, ma decollati solo di recente.
Così come Google e Facebook sono riusciti a sfondare nel mercato della pubblicità online offrendo servizi più attraenti agli inserzionisti, anche Twitter sta spingendo sempre di più su una serie di formati specifici per il suo social network. Di qui il senso del lancio della nuova interfaccia, che ora offre molta più visibilità ai contenuti pubblicitari. È il caso dei “Promoted Trends” ossia le tendenze sponsorizzate che consentono di apparire artificialmente nello spazio degli argomenti più discussi. Oppure dei “Promoted Tweets”, i tweet sponsorizzati: utenti e aziende pagano per inserire il loro messaggio in prima posizione a seguito di una ricerca effettuata oppure per farli visualizzare nella timeline degli utenti. Ci sono infine i “Promoted Accounts” profili a cui è dato risalto in modo da invogliare gli utenti a seguirli. Con lancio della nuova versione, poi, Twitter ha introdotto anche le “Pagine per i Brand”, che consentono ai grandi brand di gestire meglio la propria presenza sul social network.
Sul blog tecnologico Mashable sono state pubblicate per la prima volta le tariffe che il sito di microblogging propone ai potenziali inserzionisti. Le metriche riportate parlano di CPF (Cost-Per-Follower), e cioè il prezzo per ogni nuovo utente ottenuto dai “Promoted Account”, e di CPE (Cost-Per-Engagement), relativo ad attività interattive come un retweet o un favorito effettuato sui “Promoted Tweets e Trends”. Se il valore di ogni nuovo follower va dai 2,5 ai 4 dollari, per le altre attività di interazione Twitter fa pagare fra 0,75 e 2,50 dollari. Per lanciare la propria campagna, l’azienda fondata da Jack Dorsey, Evan Williams e Biz Stone richiede agli inserzionisti un impegno minimo di tre mesi e un budget a partire da 15.000 dollari.
Il successo riscontrato dalle offerte promozionali di Twitter sembra destinato a crescere nei prossimi anni. Sempre eMarketer prevede per il 2012 un’ulteriore aumento degli incassi, che nel 2012 dovrebbero sfiorare i 260 milioni di euro (+86,3 % sul 2012) e l’anno seguente addirittura i 400 milioni (+53,7 %). L’ottima performance si traduce anche nel raddoppio delle stime sul valore della società: se a febbraio di quest’anno la società era stata valutata attorno ai 4 miliardi di dollari, un più recente “round” di finanziamenti dello scorso mese ha alzato l’asticella a 8,4 miliardi. Siamo molto lontani dai cento miliardi di dollari di quotazione di Facebook, ma siamo sempre nell’ambito di cifre di tutto rispetto, che fanno capire come Twitter sia ormai entrata nel club dei “grandi”, anche dal punto di vista finanziario.
Ad ogni modo Google e il social network di Zuckerberg continuano a giocare in un mondo a parte, sia dal punto di vista della valutazione societaria che da quello dei ricavi pubblicitari. Da soli, i due colossi nel 2010 hanno rastrellato il 47,2 % della raccolta di inserzioni, con la Grande G a fare la parte del leone (44,1 %) e Facebook in crescita dall’1,4 % al 3,1 %. Tutto lascia presumere che, visto anche il declino di tradizionali concorrenti come Yahoo, Microsoft e Aol, le due società sopra citate, a partire dal 2012, raccoglieranno complessivamente più della metà della torta dei soldi spesi nell’advertising sul Web.
L’Advertising Online è davvero utile alle aziende?
Ancora vi sono aziende che non credono nella publicità online, preferendola a quella classica, parlo di pubblicità cartacea o televisiva. In questo articolo vogliamo cercare di capire se davvero la pubblicità sul Web è davvero proficua per le tante aziende che oggi investono il loro marchio e servizi nella rete. Negli ultimi anni sono davvero tante le imprese che hanno aumentato le attività e gli investimenti nel campo dei social media. Le campagne su Facebook, Twitter, ed altri canali hanno ottenuto molta attenzione e permesso un ampia visibilità alle aziende. Ma questo non sempre ha dato come risultato il successo o la visibilità richiesta.
Un recente studio conferma l’importanza per le imprese di investire nella pubblicità interattiva, prevedendo una crescita dei profitti fino a 147 miliardi di dollari nel 2012. Inoltre gli Italiani connessi online , sia per numero di famiglie che per frequenza di accesso (utenti attivi per fasce orarie) crescono sempre più. Oggi nelle case è possibile trovare più di un solo computer, inoltre oggi la bavigazione Mobile ha fatto impennare la presenza delle persone sul web.
Del resto le aziende italiane, sembrano essere consapevoli di quest’impennata di internauti. La migliore qualità della connessione, strumenti sempre più avanzati portano il bacino d’utenza del web a crescere giorno dopo giorno. Anche il successo di diverse attività svolte prettamente sul web, sono indice della qualità e garanzia che l’Advertising Online oggi rappresenta. L’advertising online, che si aggira sul 23,4%, è un indice di quanto sia importante che le aziende investano nel settore della pubblicità interattiva.
Banner, Video, Siti pubblicitari sono sempre più usati dalle aziende per pubblicizzare il proprio prodotto o servizio. Il crescente uso dell’Email Marketing, e società che offrono questo servizio, prende sempre più piede. Diverse aziende abbandonano il foglio di carta o il volantinaggio per entrare nella case e teste degli utenti in modo silenzioso ed efficace. A dimostrare la consapevolezza delle aziende italiane sulla crescita e l’importanza del web, attraverso il search marketing, social, web advertising, è il numero delle aziende stesse pari al 50%, che sono coinvolte nella pubblicità online.
Il Mobile Advertising è una nuova realtà per il successo sul Web.
Secondo un’ultima ricerca condotta, sono in incremento le oppurtunità d’investimento pubblicitario per il Mobile, infatti più di quattro su cinque adulti negli Stati Uniti (85%) possiede un telefono cellulare, rispetto a sette su dieci (71%) che hanno un telefono fisso, e quasi un due terzi dei proprietari di cellulari (63%) dichiarano che il loro telefono è molto importante per loro.Questo apre nuovi scenari nel mondo dell’Advertising, con nuove possibilità di successo e investimento.
Parlando di advertising Mobile, si nota come negli ultimi mesi l’offerta di servizi in questo campo stia crescendo esponenzialmente, pur continuando ad esistere due ordini di problema che ne bloccano la piena espansione. Il primo risiede nella disomogeneità dei supporti: determinate tipologie di banner pubblicitari sono correttamente visualizzati solo da alcuni browser per piccoli schermi, e non esiste ancora un massimo comune denominatore trasversale a tutti i device, se non il puro e semplice HTML, con delle funzionalità un po’ troppo ristrette per questo tipo di applicazioni. Essendo questo limite di tipo software, superarlo sarà probabilmente solo una questione di tempo.
Il secondo invece è intrinseco all’hardware: poco spazio per visualizzare i contenuti, quindi i banner devono necessariamente essere poco invasivi, ben incorporati con il resto della pagina e fortemente targettizzati per poter assolvere alla loro funzione. E qui, purtroppo, non ci sarà una soluzione ma solo una serie di compromessi sempre più perfezionati. Il mercato sta rispondendo a questi problemi cercando di seguire due orientamenti: da un lato, annunci ottimizzati per il tipo di device in uso, dall’altro annunci mirati al consumatore che li sta visionando.
La crisi economica non arresta la costante crescita dell’advertising legato al Web in mobilità. Stando ai dati forniti dagli esperti di Interpublic’s Magna, nel corso dei primi mesi del 2010 l’intero comparto dovrebbe ridestarsi rapidamente dalla crisi conquistando nuovi spazi e opportunità. La rimonta sarà resa possibile dal previsto aumento di utenti interessati ad accedere al Web in mobilità. La progressiva diffusione degli smartphone, ideali per consultare il Web in mobilità, ha sensibilmente contribuito all’aumento del bacino di utenti per il mobile advertising.
I nuovi dispositivi touch screen, realizzati sulla scia del successo dell’iPhone, offrono una vasta gamma di funzionalità e una interfaccia molto intuitiva per navigare online, particolari sempre più ricercati anche dagli utenti meno esperti. «L’iPhone di Apple e l’App Store rappresentano un elemento di crescita per il mobile adversing, sotto diversi punti di vista. Osservando il quadro globale, il mercato italiano del mobile advertising appare quindi ricco di potenziale e in costante crescita più volte ribadito, trimestre dopo trimestre, quindi le società possono puntare con una certa tranquillità su campagne mobile al fine di potenziare il loro business, soprattutto se queste si rivelano particolarmente efficaci e vengono lanciate nel corso del felice periodo pre-natalizio.
Advertising Online riprende la normale attività
Dopo alcuni anni di sosta Advertising Online riprende la normale attività. Siamo stati assenti ma sicuramente ritorniamo con tante energie rinnovate e idee da dispensare. Riallacciamo i fili di un discorso interrotto ma che è continuato sotto altre forme e contesti sia privati che pubblici.
Naturalmente il mercato della pubblicità e marketing online non si è fermato, in questi anni si è evoluto, conquistando fette di mercato al tubo catodico, diventando sempre più un punto di riferimento per aziende e imprese. A dimostrarlo è la crescita costante del fatturato, nel 2010 i ricavi complessivi sono stati pari a 26,4 miliardi di dollari (+14,9% rispetto al 2009, anno di crisi). Dal 2000 al 2010, i ricavi della pubblicità su Internet sono cresciuti a un tasso medio annuo composto dell’11% circa.
La quota più rilevante del fatturato (46%, ossia 12 miliardi di dollari) deriva dai motori di ricerca, seguiti dal display advertising (display banner, digital video, sponsorship, ecc.) con il 38%, ovvero 9,9 miliardi di dollari, di cui 6,2 relativi ai soli banner. Per il primo anno il rapporto misura anche il mobile advertising, il cui fatturato è stimato attorno ai 550–650 milioni di dollari. Oggi il mercato Mobile è diventato sempre più ampio e usato da imprese e aziende per lanciare e promuovere prodotti e servizi.
In un momento di crisi economica, alcuni settori sembrano non conoscere ostacoli, e tra questi la promozione e marketing sul web. Il 2010 e parte del 2011 è stato un anno di svolta per la pubblicità, per la prima volta infatti il fatturato della pubblicità su Internet ha superato quello della pubblicità sui quotidiani (22,8 miliardi di dollari). Rimane invece ancora abbastanza lontana la pubblicità televisiva: se si sommano il fatturato delle emittenti locali e nazionali, della TV via cavo e dei broadcast network, il medium televisivo raggiunge infatti un fatturato complessivo pari a 68,7 miliardi di dollari.
E in Italia? In Italia il fatturato della pubblicità on-line nel 2010 è stato pari a circa 704 milioni di euro, in crescita del 13,5% rispetto al 2009. Nel nostro Paese la stampa quotidiana, pur faticando, continua a mantenere il proprio vantaggio su Internet, con un fatturato pubblicitario 2010 pari a 1,3 miliardi di euro. Infine, il fatturato da raccolta pubblicitaria televisiva nel 2009 è stato pari a 3,5 miliardi di euro, in flessione del 9,5% rispetto all’anno precedente (Fonte: AgCom, Relazione annuale 2010).
Ho pensato, dopo essere stati assenti, che fosse la giusta occasione per fare il punto sulla pubblicità e il marketing online, usando i numeri e fatturati, come elementi per far capire l’importanza dell’Advertising Online, che oggi ha raggiunto un elevato indice di credibilità e sostenibilità. Le persone si informano sui prodotti attraverso internet, vogliono capire fino in fondo i benefici ed i valori che la marca o l’utilità del prodotto rappresenta ed anche in questo senso la pubblicità online rappresenta un valore perchè consente di approfondire le informazioni tramite un semplice click.
Esperto di Google AdWords: diventare un membro qualificato del programma Google Advertising Professionals
Qualificarsi come esperto di campagne promozionali sulla piattaforma di advertising online “Google AdWords” significa dare la sicurezza ai propri clienti che la gestione delle compagne di PPC (per approfondimenti sul Pay per Click vedi un precedente articolo) siano gestite da professionisti che ottimizzano al meglio una campagna, spendendo poco e raggiungendo i migliori risultati possibili.
Per ottenere la certificazione di membro qualificato di Google Advertising Professionals si sono due soluzioni: si può diventare un “utente qualificato” o ottenere lo stato di “azienda qualificata” superando un apposito esame GAP – Google Advertising Professionals.
.
Azienda Qualificata – AdWords Qualified Company
Per ottenere lo stato di “azienda qualificata” Google Advertising Professionals si devono soddisfare alcuni requisiti.
In particolare bisogna impiegare un minimo di due collaboratori che hanno ottenuto lo stato di utenti qualificati superando l’apposito esame, e tale qualifica deve essere conseguita attraverso l’account “Centro clienti” principale dell’azienda in questione, e non quindi attraverso gli account personali.
Inoltre l’account “Centro clienti” dell’azienda deve gestire la spesa totale minima per i clienti di 100 $ per l’Italia – quindi l’equivalente in euro – per le campagne Adwords condotte negli ultimi 3 mesi (90 giorni).
L’azienda deve avere poi un indirizzo per la fatturazione ed un recapito postale di riferimento.
.
Professionista qualificato – AdWords Qualified Individual
Per ottenere la qualifica di “membro esperto” di Google Advertising Professionals a livello individuale i requisiti richiedono di gestire un account Adwords per un periodo di 90 giorni con una spesa di – almeno – l’equivalente in euro di 1.000 $.
Google specifica che si può sostenere l’esame in qualsiasi momento, ma consiglia anche di soddisfare questi requisiti e poi fare l’esame per ottenere la certificazione GAP – Google Advertising Professionals.
La validità dell’esame scade dopo 2 anni (24 mesi) dalla data in cui si è superato l’esame.
Se l’esame non viene superato lo si può ritentare, ma quando lo si rifà comunque i predetti requisiti devono essere soddisfatti.
.
Costi dell’esame di Google Advertising Professionals – e qualche consiglio per superare l’esame
L’esame ha un costo di 50 $ (importo che deve essere corrisposto ogni volta che si fa l’esame) e si svolge su una piattaforma – abbastanza intuitiva – su cui bisogna registrarsi.
L’esame e la piattaforma sono in italiano - ci sono ovviamente più lingue in cui si può scegliere -, si svolge online in un tempo di 1 ora e 30 minuti in cui si deve rispondere a più di 100 domante e farlo correttamente ad almeno i ¾ delle risposte.
L’esito dell’esame si conoscerà praticamente subito per e-mail.
Se l’esito è negativo si può risostenere l’esame, dopo il pagamento della detta somma, per due volte ogni mese – fermo restando che devono essere sempre soddisfatti i requisiti di cui abbiamo parlato sopra.
Per superare l’esame è prima di ogni cosa necessario avere una buona dimestichezza con lo strumento AdWords, quindi aver gestito un account dall’apertura ed avere familiarità con tutti gli aspetti che riguardano la gestione di una campagna di PPC su Google.
Poi è estremante utile almeno leggere – e magari concentrarsi sulle cose su cui non si è fatta molta pratica – quanto proposto nel “Centro didattico AdWords” di Google dove ci sono anche esercizi e test.
Per nostra esperienza riteniamo che studiare per la certificazione sia di per se utile a chi gestiste campagne di Adwords, fruttuoso per ottenere risultati, come in primis la possibilità di ridurre i costi delle campagne e poi ottenere clicks e visibilità.
Geomarketing e Local Search Marketing
Il Geomarketing, o marketing territoriale, è un insieme di attività che mirano a delineare e programmare i piani di lavoro e le strategie per proporre beni e servizi ad un preciso territorio.
Lo sviluppo del World Wide Web si è portati dietro una forte consapevolezza dei fenomeni della cosiddetta globalizzazione, facendo perdere di vista l’importanza e la potenzialità – dal punto di vista anche dell’advertising che segue il piano di marketing territoriale - della dimensione locale.
Ora questa dimensione locale viene riscoperta e si va sviluppando in modo tale da essere il propulsore di crescita e rilancio economico, anche valorizzando parallelamente le caratteristiche sociali del contesto territoriale di riferimento.
L’obiettivo del geomarketing è quindi quello di rinvigorire gli eco-sistemi produttivi locali.
Al marketing territoriale si collega il Local Search Marketing, cioè la possibilità che un utente sul Web, in particolare con una ricerca sui motori di ricerca e sulle directory, possa rintracciare risultati e informazioni in base ad esigenze di localizzazione geografica
C’è da notare, infatti, che una buona parte delle parole chiave utilizzate sui motori di ricerca (le ricerche locali sono la quinta parte di tutte le ricerche effettuate sui motori di ricerca) si riferiscono a informazioni che riguardano un determinato territorio o località.
Questi si traduce – dal punto di vista dell’advertising online – nel porre risorse e strategie per valorizzare le campagne che propongono promozioni in circoscrizioni territoriali precise, anche in funzione della specificità del territorio di riferimento.
Così anche i motori di ricerca mettono a punto sempre nuovi strumenti, o strumenti più efficienti, per facilitare la geolocalizzazione.
Article Marketing Online
Che cosa è l’Article Marketing Online
L’Article Marketing sul Web è uno strumento di Advertising Online che ha come obiettivo la promozione di una azienda e di determinati prodotti o servizi attraverso la produzione e diffusione di articoli sul Web.
Lo scopo di questo strumento di promozione è quindi quello di gestire l’immagine e aumentare la notorietà di una azienda (la Brand Awareness), di aumentare i link in entrata, ovvero i link che puntano al sito della azienda in questione (la Link Popularity) e aumentare il traffico di utenti / potenziali clienti che giunge sul sito da promuovere.
Siti di Article Marketing
Gli articoli possono essere pubblicati e diffusi su Internet attraverso siti che offrono proprio un servizio di divulgazione gratuita di contenuti da far indicizzare su Internet dai motori di ricerca.
Questi siti spesso propongono la diffusione di articoli anche attraverso servizi di newsletter o RSS.
Come deve esser un Article Marketing
L’articolo deve avere adeguati riferimenti e link al sito da promuovere in modo che, una volta che viene trovato dagli utenti – ad esempio attraverso una ricerca su un motore di ricerca con parole e frasi chiave (Key Phrase e Keyword) – possa essere generato del traffico di utenti interessati a quanto letto nell’articolo, che altro non è se non quello che deve propone il sito di riferimento.
Aspetto fondamentale di un Article Marketing efficace è che deve essere utile (a chi lo legge!) e ben scritto.
Article Marketing e Brand Reputation
L’Article Marketing deve quindi favorire una reputazione positiva dell’azienda (Brand Reputation). Questo anche per dare ai motori di ricerca delle informazioni che favoriscano il credito e la considerazione che un prodotto, un marchio o una azienda si ritrovano sul Web.
La Brand Reputation non deve essere lasciata alla mercé del Web 2.0 – fatta di blogs e social network dove chiunque può dire qualsiasi cosa su chi vuole, anche a sproposito, arrecandogli facilmente del danno –, ma deve essere tenuta sotto il controllo dell’azienda.
L’Article Marketing è un ottimo strumento per prendere (o riprendere) il controllo sulle informazioni che ci sono in Internet sull’azienda.
Video advertising online: la proposta di Jivox
Il consumo di video su Internet sta crescendo: aumenta il tempo speso per guardare video online e, specie per l’utenza sotto i 25 anni di età, la fruizione di video su Internet sta superando quella della televisione tradizionale.
Molti studi rilevano questo trends di crescita di importanza del video su Internet – eccone uno tra i tanti -, e fanno pronosticare anche, come conseguenza diretta, un aumento dell’interesse per la promozione online attraverso il video.
Sono molte le possibilità di fare promozione attraverso il video, ad esempio molti tentato la strada della diffusione virale di video con trovate narrative di sicuro appeal, altri provano addirittura ad inserire link di approfondimento sul prodotto reclamizzato cliccabili direttamente su porzioni di video, altre strade ancora sono quelle del video promozionale puro.
In questi giorni abbiamo sperimentato la piattaforma per il video advertising online di Jivox.
Jivox propone un video editor gratuito e mette a disposizione un organizzato archivio di suoni e immagini per creare un Video Advertising e distribuirlo sul Web. Attraverso Jivox si possono anche far circolare dei video che sono stati proposti attraverso altri canali e altri media, come ad esempio la stessa TV.
Jivox da poi la possibilità di destinare i video ads a target specifici in base a dati demografici, geografici e a modelli comportamentali.
Il tools per creare gli ads è gratuito e il costo della campagna consente budget abbastanza accessibili, partendo da 250 $.
.
La campagna degli ads si può poi seguire e pianificare, monitorandone i risultati in modo da intervenire e ottimizzarne l’andamento ed il rendimento.
La sfida al momento – al di la della piattaforma Jivox proposta come esempio possibile – è quella di creare soluzioni efficaci alla crescita di importanza del video sul Web e sui dispositivi mobili come i telefonini, dal punto di vista della promozione online e del marketing.
Rendere i video, che vengono visti da milioni di utenti, produttivi dal punto di vista dell’Advertising Online è l’obiettivo di molti editori, Youtube compreso.
L’Advertising su Facebook (Parte Seconda e ultima)
Come anticipato nelle conclusioni del precedente post (la prima parte di questa panoramica sull’Advertising su Facebook), il social network col maggior numero di iscritti sta cercando delle formule di Social Advertising più vicine alla sua natura e che diano risultati migliori rispetto a Facebook Ads.
Ricordiamo comunque che uno dei modi più diretti per una azienda di essere visibile sui social network è quella di giocare con le regole proprie di queste reti, cioè avere un proprio profilo – la Business Page della azienda – e “socializzare” a partire da questo.
.
Engagement Ads
Con l’Engagement Ads Facebook ha voluto creare una strategia di marketing che coinvolgesse i consumatori nella produzione dei programmi di marketing stesso, nello stile proprio del Web 2.0. La direzione è quella di proporre un messaggio promozionale con cui si può interagire.
Tra le novità introdotte da Facebook Ads vi sono i Virtual Gifts Ad, doni gratuiti virtuali con il logo del prodotto che si possono inviare ai propri amici. 
La pratica tenta di innescare un processo di viralità che porta a diffondere la presenza di un marchio/prodotto sul network.
L’elemento socialità Facebook l’ha introdotto anche con la possibilità di porre commenti in uno spazio pubblicitario – i Comment Ad. I commenti possono essere visibili anche nel newsfeed, nella notifica inviata ai propri amici. Anche questo strumento punta a far giogo alla visibilità di un brand e di un messaggio.
C’è poi il sistema del Fan Ad, cioè la possibilità di diventare fan di un marchio o prodotto e dirlo ai propri amici.
.
Considerazioni sugli Engagement Ads
Come già detto per i messaggi sponsorizzati di Facebook Ads, anche gli Engagement Ads per il momento sembrano dare risalutati poco convincenti.
In sostanza Facebook non ha ancora trovato il modello di marketing adeguato alla sua formula.
Inoltre, a differenza di altri circuiti del Web 2.0 come i i blogs che trattano argomenti in maniera estesa e che sono quindi ben indicizzati su Google, difficilmente in una ricerca su un motore di ricerca viene come risultato una pagina di Facebook - a meno che non si cerchi ad esempio una persona per nome e cognome.
Detto questo, le cose per quanto riguarda Facebook non possono che migliorare. Aumentano infatti gli iscritti al network e sta aumentando anche l’età degli iscritti stessi. Non si tratta solo di studenti come era all’inizio, ma aumentando l’età media degli iscritti sta crescendo la propensione al consumo degli stessi.
La strategia di Facebook al momento è quella di allargare il bacino degli iscritti. La piattaforma cresce ed ha una profilazione dettagliatissima che comprende una grande quantità di dati anagrafici e comportamentali.
I vantaggio potenziali di queste informazioni sono enormi se paragonati, come precedentemente fatto, con AdWords di Google.
In conclusione ci sentiamo di poter affermare che se la strada giusta per l’advertising su Facebook si sta cercando, di sicuro essere presenti su questo network avvantaggia l’immagine di una azienda.
Per chi si occupa di advertising online invece la partita è tutta da giocare, anzi si stanno ancora scrivendo le regole del gioco.
L’ Advertising su Facebook (Parte Prima)

Da un po’ di tempo ormai l’attenzione rivolta a Facebook, anche da parte dei media tradizionali, è molto alta.
Il tanto vociare su Facebook si autoalimenta e cresce in un circolo virtuoso virale e determina come effetto – tra gli altri – il fatto che sempre più clienti chiedono alle agenzie che si occupano di advertising online di avere della promozione su Facebook.
Ormai i tempi sono maturi per spendere delle parole – crediamo con cognizione di causa – sul mondo dell’Advertising su Facebook.
Ne approfittiamo per proporre qui un excursus in più puntate per trattare l’argomento.
.
La pubblicità su Facebook Ads
Si può fare promozione su Facebook in diversi modi.
Uno di questi modi è quello di utilizzare Facebook Ads.
Si tratta del sistema di annunci
pubblicitari di Facebook che ricorda i “Link sponsorizzati” di Google AdWords.
.
Ecco come funziona l’ Advertising di Facebook Ads
Facebook Ads da la possibilità di registrare un account e creare messaggi di Adv che si basano su link alle pagine che si vuole fare visitare ai destinatari della promozione.
Il messaggio può avere un testo dalle dimensioni così stabilite: il titolo può essere di un massimo di 25 caratteri, il corpo del messaggio può arrivare a 135 caratteri.
Si può anche inserire una immagine, persuasiva e possibilmente pertinente, delle dimensioni massime di 110 x 80 pixel.
Non è tempo perso leggere la lista di suggerimenti e Procedure consigliate per la pubblicazione di inserzioni su Facebook, per evitare di incorrere nella possibilità che l’annuncio non venga accettato (lo staff di Facebook valuta gli annunci prima di pubblicarli).
Impostando un messaggio promozionale col sistema di advertising di Facebook si possono scegliere in maniera mirata i destinatari del messaggio.
La possibilità di targettizzare è abbastanza precisa e questa è la forza di Facebook Ads.
Infatti si può scegliere di far comparire un messaggio ad utenti che hanno una certa età, che si trovano in una posizione geografica presisa, con delle preferenze sessuali e politiche, con determinati hobbies e così via.
Con Facebook Ads si può scegliere di pagare per impression, quindi per visualizzazioni (il Pay Per Views), oppure pagare per click ricevuti dall’annuncio (il Pay Per Click).
Si può impostare un budget giornaliero, gli orari e la durata della campagna.
Successivamente si può monitorare ed ottimizzare l’andamento della campagna attraverso gli strumenti di analisi.
Per pagare viene richiesta la carta di credito.
.
Considerazioni su Facebook Ads
La differenza principale di Facebook Ads rispetto a Google AdWords è, prima di tutto, il fatto che Google è un motore di ricerca.
Questo significa che un utente lo utilizza per trovarvi quello che cerca, quindi ha una predisposizione precisa a cliccare sugli annunci che gli compaiono e che sono suggeriti dalla sua ricerca. Un “Link sponsorizzato” di Google viene percepito come un aiuto alla ricerca.
Chi naviga in un social network ha motivazioni diverse e pone poca attenzione ai messaggi che gli appaiono attorno ai profili e che lo invitano a dirigersi altrove, magari rallentandone l’esperienza di navigazione.
Questo porta al fatto che su Facebook l’advertising da pochi ritorni, cioè il click through – il parametro che determina l’efficacia di una promozione e che è dato dal rapporto tra le visualizzazioni del messaggio e i click effettivamente ricevuti – è mediamente molto basso.
Facebook sta cercando di superare questa difficoltà e ha proposto delle forme di advertising più vicine alle pratiche dei social network.
Approfondiremo queste nuove formule – gli Engagement Ads – nella prossima puntata.



