La guida di Google per l’Ottimizzazione di siti web
La guida di Google per l’Ottimizzazione di siti web
Segnaliamo la pubblicazione ufficiale sul blog italiano di Google della “Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca (SEO)”, ovvero la traduzione dall’inglese della medesima guida pubblicata da Google a novembre dell’anno scorso.
La guida è esplicitamente indirizzata ai Webmaster, ma anche chi ha un sito che vuole promuovere su Internet facendogli scalare gli indici dei motori di ricerca, come chiunque voglia - meglio - capire le dinamiche che regolano il più utilizzato motore di ricerca del mondo (quindi cosa bisogna fare o evitare per essere rintracciati online) può trarne giovamento.
La lettura sarà rinfrescante per molti, ma va detto che alcune di queste indicazioni potrebbero - a nostro avviso - essere già superate dagli stessi algoritmi di Google
Il vademecum è un documento di una dozzina di pagine in formato PDF e si può scaricare direttamente da qui: Search Engine Optimization Starter Guide in Italiano.
Esperto di Google AdWords: diventare un membro qualificato del programma Google Advertising Professionals
Qualificarsi come esperto di campagne promozionali sulla piattaforma di advertising online “Google AdWords” significa dare la sicurezza ai propri clienti che la gestione delle compagne di PPC (per approfondimenti sul Pay per Click vedi un precedente articolo) siano gestite da professionisti che ottimizzano al meglio una campagna, spendendo poco e raggiungendo i migliori risultati possibili.
Per ottenere la certificazione di membro qualificato di Google Advertising Professionals si sono due soluzioni: si può diventare un “utente qualificato” o ottenere lo stato di “azienda qualificata” superando un apposito esame GAP - Google Advertising Professionals.
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Azienda Qualificata - AdWords Qualified Company
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Gates incontra Murdoch e Yahoo! chiede conforto a Google
Gates sembra aver finalmente trovato il suo alleato ideale nella guerra contro Google.
Il premio finale che i due rivali tentano di contendersi da svariati mesi è, lo sappiamo, Yahoo!, il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo.
44,6 miliardi di dollari non erano riusciti a scuotere Yahoo! che, in modo più che calcolato, aveva rifiutato l’offerta per far salire ulteriormente le sue quotazioni.
Sembra riuscirci oggi il temibile Murdoch, visto l’annuncio di una collaborazione tra Google e Yahoo! che durerà due settimane o, almeno, questo sarà il periodo di prova necessario a prendere decisioni future di più ampia portata.
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Affare Microsoft-Yahoo: la reazione di Google
Una reazione che tutti aspettavano con ansia, quella di Google sull’ affare Microsoft-Yahoo.
A prendere la parola in un post pubblicato sul Blog Ufficiale di Google è David Drummond, Senior Vice President, Corporate Development and Chief Legal Officer:
“The openness of the Internet is what made Google — and Yahoo! — possible. A good idea that users find useful spreads quickly. Businesses can be created around the idea. Users benefit from constant innovation. It’s what makes the Internet such an exciting place.”
Questo è l’ incipit del post. Parole significative che provano due cose in particolare: Leggi il resto dell´articolo »
Nessuna grazia al domain tasting
La tecnica del domain tasting ha fatto guadagnare a scaltri e avveduti registrars svariati milioni di dollari. Google dice basta: nessun guadagno dall’ affiliazione al circuito Adsense per i domini che hanno meno di cinque giorni di vita.
Per comprendere le ragioni della decisione presa da Big G è necessario spiegare in cosa consiste la pratica del domain tasting e, soprattutto, cosa si intende per Add Grace Period.
Domain Tasting
La ICANN, Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, stabilisce che durante i primi cinque giorni che seguono la registrazione di un nome a dominio, l’ acquirente può usufruire di un periodo di prova, definito “grace period“, utile a testarne la commerciabilità in termini di traffico generato.
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Google Knol Project
Trovare il miglior sistema per consentire alle persone di condividere la loro conoscenza.Questo è l’ obiettivo principale di Larry, Sergey e Eric, le tre vette di Google Inc.
Così affermano sul Blog Ufficiale di Google, annunciando la nascita di un nuovo servizio made in Mountain View: si chiamerà “Knol“, abbreviazione di “knowledge” e preannuncia di diventare il principale concorrente di Wikipedia:
Earlier this week, we started inviting a selected group of people to try a new, free tool that we are calling “knol”, which stands for a unit of knowledge. Our goal is to encourage people who know a particular subject to write an authoritative article about it. The tool is still in development and this is just the first phase of testing. For now, using it is by invitation only. But we wanted to share with everyone the basic premises and goals behind this project.
Come si può facilmente intuire, il funzionamento di Knol sarà piuttosto simile a quello dell’ ormai affermata Wikipedia. Forse, l’ unica differenza riguarderà gli autori che parteciperanno alla realizzazione dei testi pubblicati sulla nuova enciclopedia libera del web. Ogni articolo pubblicato su Knol sarà accompagnato dal nome del suo autore. In questo modo, l’ utente che deciderà di utilizzare le informazioni contenute nell’ articolo, avrà l’ opportunità di attribuirne la paternità ad una persona fisica e non ad una pagina web come avviene con Wikipedia. Leggi il resto dell´articolo »
Google host crowding
La notizia:
I sottodomini, considerati fino ad oggi come domini indipendenti, saranno tenuti in conto da Google come “sottocartelle” del dominio principale. Il nuovo algoritmo di Google si chiama “host crowding“:
Google plans to treat most subdomains essentially like any other url on the main domain, and they will limit that domain, INCLUDING all its subdomains, to two positions total on any given search.
Ogni dominio (sottodomini compresi) potrà ottenere un massimo di due posizionamenti all’ interno di ogni serp restituita dal Searcher all’ utente che effettua una ricerca.
I sottodomini (subdomains) hanno goduto fino ad oggi di una certa autonomia agli occhi dei motori di ricerca. Considerati alla stregua di domini indipendenti, i sottodomini consentivano di conquistare un numero elevato di posizionamenti nelle serps di Google e degli altri motori di ricerca. Uno dei casi più noti è quello di kijiji: vivi a Pisa e ti piacerebbe prendere lezioni di piano? Come potete notare, Kijiji e i suoi subdomains occupano ben cinque posizioni solo nella prima pagina di risultati.
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Google e il Sesto Potere
Si animano le discussioni sul web e l’ aria si fa sempre più tesa in ambiente SEO. La ragione di tutto ciò? Come al solito, Google!
Il re dei motori di ricerca, il buon vecchio colosso di Mountain View assume via via le sembianze dell’orco che mangia i bambini!
Torna in mente il capolavoro cinematografico di Welles e la figura di Charles Foster Kane, il grande magnate della stampa americana, schiacciato e logorato dalla sua stessa brama di potere.
Ma chiariamo la situazione per quelli che si sono persi le ultime novità di GG:
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La parte umana di Google
Pungente post pubblicato da Matt Cutts in risposta ad un articolo pubblicato ieri sul New York Times. L’ articolo del NYT, “The Human Touch that may loosen Google’s grip” mette a confronto il re dei motori di ricerca con i nuovi esperimenti in materia di search engine portati avanti dai cosiddetti “Human Search Engine“.
Il NYT analizza il caso di Mahalo, il nuovo motore di ricerca finanziato dalla Sequoia Capital di Jason Calacanis. La Sequoia Capital ha una certa affinità con il mondo dei motori di ricerca: in passato, infatti, ha finanziato i due principali motori di ricerca del mondo, Google e Yahoo!.
Presentando Mahalo, Randall Stross del NYT delinea l’ immagine di un motore di ricerca costruito intorno all’ utente, in grado di raggiungere un livello di pertinenza superiore rispetto a quello garantito dai Search Engine che utilizzano algoritmi matematici per riordinare i propri risultati di ricerca.
Mahalo suddivide in categorie le pagine web che rispondono ad una determinata query (Top results, news, videos, gossip, professional profile, relaited search): tale suddivisione consente a Mahalo di fare a meno dell’ anchor text utilizzato da Google, Msn, Yahoo! per descrivere brevemente i siti restituiti all’ utente nella pagina di risultati.
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Google lancia Checkout ed è subito guerra con eBay
“Are you an online seller attending eBay Live! in Boston this week? If so, join us for a celebration of user choice at the Google Checkout Freedom Party on Thursday night (6/14).”
È cominciata così la sfida tra Google e eBay, da questo post pubblicato l’ 11 giugno sull’ Official Google Checkout.
La contromossa di eBay è stata di minacciare il ritiro immediato di tutti i suoi annunci su Google AdWords. Un giro economico, pare, non inferiore ai 10 milioni di dollari annui.
Per eBay, Google ha tradito il tacito accordo esistente tra le due società: il servizio Checkout entra in competizione con PayPal, il sistema di pagamento sicuro che eBay mette al servizio dei suoi clienti.