Video advertising online: la proposta di Jivox
Video advertising online: la proposta di Jivox
Il consumo di video su Internet sta crescendo: aumenta il tempo speso per guardare video online e, specie per l’utenza sotto i 25 anni di età, la fruizione di video su Internet sta superando quella della televisione tradizionale.
Molti studi rilevano questo trends di crescita di importanza del video su Internet - eccone uno tra i tanti -, e fanno pronosticare anche, come conseguenza diretta, un aumento dell’interesse per la promozione online attraverso il video.
Sono molte le possibilità di fare promozione attraverso il video, ad esempio molti tentato la strada della diffusione virale di video con trovate narrative di sicuro appeal, altri provano addirittura ad inserire link di approfondimento sul prodotto reclamizzato cliccabili direttamente su porzioni di video, altre strade ancora sono quelle del video promozionale puro.
In questi giorni abbiamo sperimentato la piattaforma per il video advertising online di Jivox.
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Competere sul web grazie all’analisi
La web analytics come strumento essenziale per competere sul web e portare un’azienda al successo.
Le web marketing agency che promuovo servizi di search engine optimization sono ormai molte e per l’ utente interessato all’ acquisto di uno di questi servizi diventa sempre più difficile scegliere il partner ideale per la propria campagna di web marketing.
Esistono elementi determinanti il valore aggiunto di una web marketing agency?
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Meccanica delle Conversioni
Buon 2008 a tutti!
Si ricomincia con un articolo dedicato agli utenti/clienti della rete.
Brandt Dainow in “Anatomy of a website visitor” afferma che i potenziali clienti di Internet, in seguito all’ analisi dei loro percorsi di visita, possono essere suddivisi in tre categorie:
- Curiosi o dediti all’ “infotainment”. Utenti non interessati ad un acquisto immediato. Navigando in Internet, si imbattono in una pagina web che descrive e promuove un prodotto che suscita il loro interesse e cominciano a raccogliere informazioni utili per un eventuale acquisto futuro.
- Utenti intenzionati all’ acquisto, ma in un secondo momento. Sono gli utenti che trascorrono più tempo sul sito. Essendo davvero intenzionati ad acquistare il prodotto, vogliono essere sicuri di poterlo fare alle condizioni migliori. Per questa ragione, trascorrono molto tempo in rete per leggere descrizioni, comparare prezzi, scovare offerte, etc. Potremmo definire questa fase del processo di acquisto, “fase di ricerca e documentazione”.
- Utenti intenzionati all’ acquisto. Un utente che ha già deciso di acquistare un prodotto on line, non trascorre molto tempo sul sito web, poiché la ricerca di informazioni è avvenuta in un primo momento. Egli sa già come muoversi sul sito, lo ha scelto tra tanti oppure ne è stato subito conquistato. Probabilmente, ha già visitato il sito molte altre volte. Di solito, l’ utente che si trasforma in cliente ha già attraversato le due fasi sopra descritte: la prima fase di “infotainment” e la seconda fase di “ricerca e documentazione”.
L’ azienda che intende affermare i propri prodotti nel mercato dell’ on line, deve concentrarsi soprattutto sulle prime due tipologie di utenti.
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Advertising Online: cresce la spesa europea nel 2007
E’ quanto afferma una previsione di IAB Europe, che mette a confronto la spesa sostenuta nel 2006 in attività di advertising online con la spesa sostenuta dai singoli Paesi europei da Gennaio a Ottobre 2007.
Se nel 2006 la spesa complessiva era stata di 8 milioni di euro, la spesa stimata per il 2007 dovrebbe raggiungere quota 11,5 milioni di euro. Un incremento del 38% rispetto allo scorso anno.
La spesa totale viene suddivisa nei seguenti ambiti:
“Display advertising, search marketing, classifieds and directories and email marketing.”
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Quando il SEO promette e non mantiene
Lavorando nel settore della Search Engine Optimization, ci si ritrova spesso nella condizione di dover far fronte a richieste che non sempre possono essere assolte.
Un SEO deve essere in grado di riconoscere quelle situazioni in cui la cosa migliore da fare è dire “no”.
Questo è quello che afferma Scott Smigler, CEO di Exclusive Concepts e autore di un interessante articolo pubblicato su iMedia Connection:
“When to say no to clients” Leggi il resto dell´articolo »
Brand Turistico: il caso Italia
L’ Italia scende dal podio:
“Per il Country Brand Index l’Australia, per la seconda volta, e’ stata votata migliore destinazione turistica al mondo seguita dagli Usa e dalla Gran Bretagna, mentre l’Italia retrocede dal terzo al quinto posto.
Nel 2006 hanno viaggiato in Australia 5,5 milioni di visitatori ed e’ stata giudicata migliore paese per le attività all’aria aperta, per la gente amichevole e schietta, ma soprattutto per la varietà di esperienze di vacanza che vi si possono godere. ”
(Fonte: http://www.turismoefinanza.it )
Sintesi
• Attività all’ aria aperta
• Gente amichevole e schietta
• Varietà di esperienze di vacanza
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Turismo on web tra motori di ricerca e social network
Si discute molto sul web della relazione tra motori di ricerca e social network, soprattutto quando il fulcro della discussione è rappresentato dal turismo e dalla promozione alberghiera.
Il web 2.0, come si è soliti definirlo, ha segnato l’ era del consumer generated content ovvero della partecipazione attiva da parte del consumatore (utente) alla stesura dei contenuti presenti sul web.
Tale partecipazione assume la forma di conversazioni che prendono corpo all’ interno dei cosiddetti social network e sui blog, dove l’ utente ha l’ opportunità di commentare ed esprimere opinioni proprie in merito a determinati argomenti.
Non mancano i casi di blog o partecipazioni a social network palesemente pilotati, costruiti al solo scopo di generare convinzioni e bisogni più che contenuti e pareri.
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Settore CPG: i consumatori comprano in Internet
Le aziende produttrici di beni di largo consumo si affidano all’ Advertising online.
E non sbagliano.
Questo è quello che emerge dalla nuova indagine condotta da Lisa Phillips, eMarketer Senior Analyst, autrice del report
CPG Online: Health & Beauty Go Interactive
Anche se il report si riferisce in modo specifico ai prodotti di bellezza destinati alla cura del corpo, il dato può essere esteso anche agli altri settori che rientrano nella definizione CPG - Consumer Packaged Goods (beni di largo consumo):
Prodotti alimentari, bevande, prodotti per la casa, detersivi, tabacco, prodotti di bellezza, abbigliamento, prodotti farmaceutici, ecc.
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Landing Page su misura con il Behavioural Targeting
In Behavioural Targeting e Landing Page abbiamo visto che anche le landing page possono essere create facendo riferimento ai principi del Behavioural Targeting.
Vediamo adesso nel dettaglio cosa bisogna fare per realizzare delle landing page cucite addosso ai nostri potenziali clienti:
Dai priorità al contenuto
Concentra la tua attenzione sulla stesura dei contenuti , in modo da stabilire cosa è importante mostrare al tuo target di utenza sulla base delle sue azioni, preferenze e scelte.
Per capire cosa è meglio mostrare al proprio target di utenza (quali offerte, quali annunci, quali prodotti) può essere importante effettuare prima un A/B testing, strumento efficace e attestato per accrescere il proprio conversion rate.
Migliora la navigazione
Migliorare la navigazione e dunque la rintracciabilità delle informazioni all’ interno della vostra landing page è essenziale. È evidente che non tutti gli utenti si comportano allo stesso modo. Una mamma e uno sportivo, entrambi interessati al livello di purezza dell’ acqua minerale promossa dal nostro sito web, adotteranno due punti di vista differenti per cercare, infondo, la stessa informazione. È necessario, dunque. Creare landing page capaci di soddisfare sia le esigenze della mamma sia le esigenze dello sportivo. L’ obiettivo è il medesimo: vendere la nostra acqua minerale!
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Behavioural Targeting e Landing Page
Abbiamo avuto modo di osservare come il Behavioural Targeting rappresenti ormai una scelta obbligata per quanti affrontano strategie di web marketing finalizzate a convertire il maggior numero possibile di utenti della rete in clienti potenziali per la propria azienda.
Il Behavioural Targeting diventa così il fulcro della proposta pubblicitaria di Yahoo! e il fondamento delle Campagne Adwords istituite da Google.
I due colossi della ricerca in Internet non sono però gli unici a voler pianificare le proprie campagne promozionali in rete sulla base delle azioni, delle preferenze ed, infine, delle scelte già effettuate dagli utenti che appartengono ad un determinato target.
Andreas Roell pubblica su iMedia Connection un interessante articolo che ci consente di approfondire ulteriormente l’ argomento “Behavioural Targeting”: Leggi il resto dell´articolo »