Un nuovo motore di ricerca firmato Microsoft
Un nuovo motore di ricerca firmato Microsoft
Si chiama MsDewey ed è un motore di ricerca davvero innovativo, che prende le distanze in modo significativo dall’ immagine imposta dal successo di Google ed ormai standardizzata del motore di ricerca tout court.
Realizzato interamente in flash, MsDewey sorprende l’ utente per la sua interfaccia multimediale, dominata dalla presenza di una donna molto attraente e spigliata che si propone di aiutare l’ utente nella sua ricerca.
Non crediate però, che la bella signorina sia accondiscendente e premurosa con gli utenti che vanno a farle visita: al contrario, scatta, si irrita e comincia ad urlare, a bussare sullo schermo, a battere nervosamente le unghia sul tavolo se l’ utente non la interroga con una query.
Un motore di ricerca come non si era mai visto! Di certo, MrDewey non brilla per usabilità ed efficienza nelle ricerche, ma in termini di charme non teme rivali.
MrDewey è il motore di ricerca che sorride all’ utente, lo prende in giro, gli mostra le mani legate quando non è in grado di rispondere ad una query.
Un motore di ricerca simpatico, divertente, brillante. Un motore di ricerca innovativo. Un motore di ricerca interattivo.
The Find, il motore di ricerca per lo shopping on line
Nasce The Find, il motore di ricerca di PayPal che indicizza tutti i negozi affiliati, offrendo all’ utente la possibilità di visualizzare il prodotto richiesto, di confrontare i prezzi di vendita, di effettuare i suoi acquisti sapendo di poter contar su di un sistema di pagamento sicuro.
The Find sembra la risposta diretta che eBay, proprietaria del circuito PayPal, offre a Google: avevamo già parlato del lancio di Google Checkout, la versione googliana del sistema di pagamento ideato da eBay e divenuto ormai una banca a tutti gli effetti.
È evidente che la disputa tra Google e eBay ha assunto toni marcatamente aspri. La cosa curiosa è che, per la prima volta, il colosso di Mountain View non appare vincente.
Dopo le minacce di eBay di ritirare tutti i suoi annunci AdWords, sottraendo alle tasche di Google svariati milioni di dollari annui, Google si è visto costretto ad annullare l’ evento indetto per il lancio di Checkout.
The Find non è, tuttavia, un’ alternativa a Google Search o agli altri motori di ricerca. The Find, infatti, offre un servizio diverso:
“Why we are different?
It’s simple – our goal is to search every store online and quickly find the top products, brands, stores and styles for your search. What can we find for you?”
Questa la mission di The Find, dichiarata in modo trasparente sulla home del nuovo “Shopping Search” della rete.
Microsoft e Yahoo: smentite le dichiarazioni del NYP
Nel post precedente parlavamo di un matrimonio in vista per Microsoft e Yahoo.
Oggi, c’ era da aspettarselo, dobbiamo fare marcia indietro.
Evidentemente, le ragioni che spingono Yahoo a respingere le proposte di Microsoft vanno ben oltre la comune intenzione di contrastare il potere di Google.
Sul New York Post di oggi, il clamore per la possibile unione di Microsoft e Yahoo sembra essersi ridimensionato.
Le due parti interessate preferiscono non rilasciare dichiarazioni in merito. È possibile, tuttavia, farsi un’ idea più precisa sulla situazione leggendo l’ articolo pubblicato sul Wall Street Journal di oggi.
La fusione delle due società potrebbe risultare un’ arma a doppio taglio. I servizi di posta elettronica, le innovazioni in ambito musicale, la vendita di servizi pubblicitari: questi servizi, gestiti dalle singole società, hanno conosciuto grande consenso da parte del pubblico di internet.
Più che di fusione, sostiene il Wall Street Journal, sarebbe più cauto parlare di una collaborazione. Microsoft e Yahoo, pur conservando la loro autonomia, potrebbero valutare la possibilità di una cooperazione volta a ridimensionare il potere di Google.
Microsoft e Yahoo: matrimonio in vista
La notizia arriva dal New York Post di oggi:
“They’re getting tired of being left at the altar,” said one banking source who has recently had talks with Microsoft. “They now seem more willing to extend themselves via a transaction to get into the game.”
Che Microsoft stesse facendo una corte spietata a Yahoo si sapeva da oltre un anno. Fino ad ora, però, Yahoo sembrava non intenzionata a cedere alle insistenti avance di Bill Gates.
L’ obiettivo principale rimane quello di contrastare la irresistibile ascesa di Google, attraverso una riduzione del gap relativo alla raccolta pubblicitaria in Internet. Ridurre l’ attuale dispersione delle risorse derivanti dalla pubblicità in rete significherebbe ridurre anche il monopolio googleiano.
Vedremo nei prossimi giorni se la notizia diffusa dal NYP ha un fondamento reale e, soprattutto, vedremo quale sarà, a tale proposito, la reazione del gigante di Mountainview.
European Conference of Information Retrieval
Si terrà a Roma dal 2 al 5 Aprile la 29° Edizione della European Conference of Information Retrieval.
Tra gli sponsor ritroviamo anche Google, Microsoft Research, Yahoo!Research, il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
L’ evento è organizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni, in collaborazione con la BCS-IRSG e la ACM SIGIR.
La ECIR è senza dubbio la più importante convention europea dedicata alle tecniche di reperimento delle informazioni.
Saranno 42 gli argomenti trattati durante la conferenza. Prenderanno parte all’ evento personalità influenti a livello internazionale, provenienti da ambienti accademici ed industriali, ma sempre impegnati nello studio di nuove tecniche di ricerca delle informazioni.
Durante le quattro giornate della Convention, Google offrirà agli ospiti un servizio di reception in uno degli hotel più rinomati della capitale italiana: il Grand Hotel Plaza di via Condotti.
Embargo in rete: il caso del Motore di Ricerca Cubano
È datata 20 Febbraio 2007 la conferma della nascita del primo Motore di Ricerca Cubano.
Si tratta di una notizia importante per Cuba, tenendo conto del primato che questo travagliato stato dell’ America Latina detiene: la percentuale più bassa di utenti che utilizzano la rete (1,7 utenti ogni 100 abitanti).
Il Motore di Ricerca Cubano non potrà però sconfinare: sarà in grado di reperire notizie solo sui siti cubani. 2×3 dos por tres, questo il nome dato al Searcher cubano, non potrà “sconfinare” o “importare” informazioni dai servers degli altri paesi.
I pareri si dividono: da un lato c’è chi sostiene che la limitazione sia una conseguenza delle eccessive tassazioni che sarebbero state imposte dagli Stati Uniti; dall’ altro c’è chi, invece, attribuisce le restrizioni alla politica del Governo Cubano.
Dando una rapida occhiata alla home page di 2×3 un bottone per l’accesso rapido sembra catturare l’ attenzione degli utenti: “Discursos de Fidel“. Il tasto consente di restringere il nostro campo di ricerca ai discorsi del primo ministro cubano.
Non sorprende, a questo punto, che la connessione ad Internet sia consentita solo ai dipendenti statali, agli insegnanti universitari e agli stranieri. Pena il carcere!
A Cuba, dunque, Internet è considerato un pericolo e per questa ragione il suo uso viene limitato drasticamente. La nascita di questo Motore di Ricerca, più che essere considerata un’ inaspettata apertura da parte dello stato cubano, dovrebbe essere considerata come l’ ennesimo tentativo di controllo assoluto che il Governo intende esercitare sui suoi cittadini.
A Cuba, Internet appare come una palude stagnante più che come un mare in sconfinato di informazioni. Provate a cercare la parola “democrazia” su 2×3 dos por tres. I risultati? Un lungo elenco di discorsi pronunciati da Fidel Castro….
Quaero il motore di ricerca Europeo
Bill Gates si prepara a dividere le entrate pubblicitarie con gli utenti che utilizzeranno il motore di ricerca di proprietà della Microsoft cercando con questa manovra di recuperare il gap che divide Msn con i più blasonati Google e Yahoo.
Nel frattempo l’ Europa progetta Quaero termine Latino che significa “io cerco”.
L’annuncio e’ stato dato dal presidente francese Jacques Chirac e l’Agenzia per l’innovazione industriale (AII) che dara’ comunicazione della messa on-line del motore che e’ prevista per la seconda metà di gennaio.
Da alcune trapelate indiscrezioni il motore di ricerca made in Eu puntera’ molto sulla ricerca di file audio e video e l’indicizzazione di banche dati d’immagini.
Il motore, che ha il compito di fare concorrenza a Google, è il frutto dell’impegno di un consorzio di aziende franco-tedesche.
Nell’ aspettare che il nuovo searcher prenda forma sono in molti a chiedersi quale potrà essere il nome di dominio visto che il .com e’ gia’ stato registrato da un’azienda USA.
Non ci resta che aspettare e tifare Quaero!
Un motore made in Japan
Il governo giapponese, sotto la guida del primo ministro Koizumi ha annunciato di investire 90 milioni di euro per sviluppare un nuovo motore di ricerca del tutto nipponico.
Con l’alleanza di partners del calibro di Sony, Matsushita, Hitachi, Nec, Fujitsu, Ntt, metteranno alla luce un motore di ricerca che dovra’ concorrere con Yahoo e Google.
Il valore dell’investimento ammonta a circa 700 milioni di euro.
«La ricerca di informazione su Internet è diventata un business miliardario – ha detto un portavoce della sezione ‘società dell’informazione’ del Meti È ora che il Giappone studi seriamente cosa possono fare le imprese giapponesi nel mondo virtuale della rete dominato da forze straniere».
Il Ministero delle infrastrutture IT giapponese, che gode di vasti fondi, quasi 15 milardi di euro, è disposto a ulteriori finanziamenti: il governo di Koizumi è decisamente in prima linea sull’uso della rete come strumento politico.
Quanto tempo si dovra’ aspettare prima che il progetto nipponico venga realizzato non e’ ancora noto, di noto ci sono solo gli obbiettivi dei players in ballo: raggiungere e superare Google nel piu’ breve tempo possibile.
Google partnership AOL
Riprendiamo un post di qualche mese fa che vedeva come antagonisti al motore di Mountain View, per l’ acquisizione di quote AOL Time Warner Microsoft ed Yahoo.
Google investe 1 miliardo di dollari ed acquisisce un partecipazione del 5% nel capitale di America Online sbarazzando la concorrenza che vedeva nella Microsoft la maggiore antagonista, ed amplia in tal modo una partnership gia’ esistente limitata nella sola ricerca.
L’accordo raggiunto dalle due societa’ avra’ un rapporto di esclusiva Aol e’ autorizzata a vendere qualsiasi tipologia di advertising, banner, search, display attraverso il collaudatissimo network di Google.
Inoltre Google concede ad Aol un ulteriore credito di 300 milioni di dollari da utilizzare per campagne di search advertising tramite AdWords.
Nelle pagine dei risultati di ricerca di Google apparirà una riquadro preferenziale, che metterà in particolare evidenza i contenuti di AOL che hanno relazione con la parola cercata.
In quelle pagine di risultati ci saranno i contenuti televisivi di AOL.
In questo modo la televisione internet del portale e i suoi contenuti potranno essere promossi presso un pubblico che già conta alcune centinaia di milioni di utenti.
Il tutto senza trascurare cosa potrà produrre l’incontro tra Google Talk e Aol Instant Messaging? Nelle aziende, in casa, sul telefono cellulare e in aeroporto: la ricerca e l’informazione, il film e la soap opera, fra un sandwich e un’ultima chiamata, Google a portata di mano.
Diventando azionista di rilievo di AOL, Google si assicura la fedeltà del suo cliente migliore; secondo alcune indiscrezione Aol garantisce a Google 600 milioni di dollari all’anno in inserzioni pubblicitarie, il 10% del suo fatturato annuo e fa un grande passo nel mondo dei media.
Secondo il finanziere Carl Icahn l’accordo tra Aol e Google impedisce al primo di concludere una trattativa più vantaggiosa con altri partner. Icahn, che possiede il 3,1% di Time Warner, definisce “decisione disastrosa” l’eventuale via libera all’ingresso di Google in Aol con il 5% del capitale.
La presenza di un socio così ingombrante, sostiene, farebbe da ostacolo a un deal o a una fusione con società come eBay Inc., Yahoo Inc., IAC/InterActiveCorp o Microsoft Corp.
Altri hanno invece sottolineato il fatto che l’accordo tra Google e Time Warner per Aol potrebbe finalmente aprire l’era della distribuzione multimediale di contenuti; infatti se Time Warner producesse una Internet tv distribuita da Google si potrebbe finalmente avverare il sogno di vedere la tv tramite la Rete, un sogno ancora allo stato embrionale.
Di sicuro l’accordo con Aol consentira’ a Google di diversificare la sua attività, per ora quasi del tutto advertising-oriented.
Qualcun altro ha invece individuato nell’accordo i primi segnali della fine di Google, costretta a perdere la propria indipendenza economica ed etica (il motto “do-no-evil”) e ad accettare compromessi pur di bloccare l’avanzata di Microsoft e degli altri rivali.
Una visione, quest’ultima, che tuttavia per ora non è confermata dalla Borsa.
Infatti il titolo di Google piega in Borsa sia un campione della old economy, la petrolifera Chevron, sia una compagnia tecnologica, come Ibm. Sulla base delle attuali quotazioni, infatti, Google passa di mano a 445 dollari (+3,45%) per una capitalizzazione di 131,5 miliardi di dollari, mentre Chevron(-0,11% a 57,4 dollari) vale 128,83 mld. Con ‘Big Blue’,invece, e’ una sorta di testa a testa visto che, segnando un calo dello 0,2% a 83 dollari, il gruppo di Armonk registra una capitalizzazione di 131,4 mld.
Google non si ferma mai, solo in questa settimana ha lanciato una versione musicale del suo motore di ricerca (MusicSearch) ed una variante mobile della sua email (Mobile GMail).
Yahoo, Msn ed Aol…
Tutti contro Google?
Negli ultimi giorni non si fa che parlare di Aol ( Time Warner), voci dicono che verrà acquisita da Msn ( Microsoft ) per scalzare qualche posizione nella classifica dei motori di ricerca. Aol attualmente si serve della piattaforma di Google tanto per la tecnologia di ricerca quanto per il keyword advertising. Se l’operazione andasse a nozze Msn recupererebbe una buona fetta di mercato sia nei riguardi di Yahoo che dello stesso motore di Mountain View. Allo stesso tempo però nella classifica che vede Google sempre predominante Msn non scavalcherebbe nemmeno Yhaoo che e’ al secondo posto.
Perché questo?
E’ ormai noto che la Microsoft ha lanciato la sua piattaforma di keyword advertising in beta test chiamata Ad Center qui MSN adCenter Pilot Program, attualmente in uso a Singapore ed in Francia, quindi potrebbe implementare la tecnologia su Aol soffiando a Google buoni introiti.
Nel contempo si vocifera che Google e la società di comunicazioni via cavo Comcast sono in trattative per acquisire una partecipazione nella controllata di Time Warner America Online, in un’operazione valutata almeno 5 miliardi di dollari.
Lo riferiscono a Reuters due fonti confermando un’indiscrezione pubblicata dal Wall Street Journal.
Un investimento del genere darebbe vita a un importante connubio tra il popolare motore di ricerca di Google con il sito di risorse e contenuti media di Tim Warner e con il portale e le connessioni ad alta velocità di Comcast, che potrebbe fare un’agguerrita concorrenza a Yahoo e Microsoft.
In base al progetto, Google e Comcast dovrebbero acquisire pariteticamente una quota di AOL, di cui Time Warner manterrebbe il controllo, ha scritto oggi il Wall Street Journal.
Time Warner e Comcast hanno rifiutato di commentare, così come un portavoce di Google che però ha detto: “Google e AOL hanno un sano accordo di collaborazione globale e Aol resta un valido partner”.
Il motore di Sergy Brin & Larry Page e’ diventato ormai un portale di servizi a tutto campo, in diretta competizione con alcuni dei suoi ex partner, come Yahoo! e America On Line.
Ed allora cosa succede?
Succede che Yahoo ed Msn si alleano, notizia ancora ufficiosa, per collegare gli utenti dei rispettivi messenger, anche in voce. Gli analisti interpretano questa una mossa come di contrasto nei confronti di Google, nuovo entrante anche nel mercato della messaggistica instantanea con Google Talk dall’agosto scorso. Nel frattempo Google è diventato la prima media company del mondo, scalzando dalla prima posizione proprio Time Warner. Oggi Google ha una capitalizzazione di borsa di oltre 80 miliardi di dollari, quasi il doppio di Yahoo!
Nello stesso giorno che Yahoo ed Msn prendono accordi Google annuncia l’arrivo in società’ di un altro grande Sean Egan, il capo progetto di Gaim, scusate il paragone con il calcio ma Google sembra il Real Madrid di qualche anno fa. Va ricordato che Gaim e’ un IM multipiattaforma e multiprotocollo diventato il messenger standard di Gnome. Sean, ha annunciato che molte funzionalità di Google Talk, come la possibilità di fare chiamate VoIp, verranno rese compatibili anche con altri IM, primo tra tutti Gaim, di cui a breve tempo verrà la release 2.0.
E’ ancora presto per poter capire cosa realmente bolle in pentola, ma credo che non attenderemo molto perchè la situazione diventi più limpida