La guida di Google per l’Ottimizzazione di siti web
La guida di Google per l’Ottimizzazione di siti web
Segnaliamo la pubblicazione ufficiale sul blog italiano di Google della “Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca (SEO)”, ovvero la traduzione dall’inglese della medesima guida pubblicata da Google a novembre dell’anno scorso.
La guida è esplicitamente indirizzata ai Webmaster, ma anche chi ha un sito che vuole promuovere su Internet facendogli scalare gli indici dei motori di ricerca, come chiunque voglia – meglio – capire le dinamiche che regolano il più utilizzato motore di ricerca del mondo (quindi cosa bisogna fare o evitare per essere rintracciati online) può trarne giovamento.
La lettura sarà rinfrescante per molti, ma va detto che alcune di queste indicazioni potrebbero – a nostro avviso – essere già superate dagli stessi algoritmi di Google
Il vademecum è un documento di una dozzina di pagine in formato PDF e si può scaricare direttamente da qui: Search Engine Optimization Starter Guide in Italiano.
Rimuovere i contenuti dagli indici di Google
Google offre un nuovo servizio dalla sua Webmaster Tools: la richiesta di rimozione di contenuti dagli indici del searcher.
In realtà, il servizio non è poi così nuovo…
Se dico “Ungoogleable” vi torna in mente qualcosa? Nell’ Ottobre del 2005 avevo pubblicato un articolo sull’ argomento all’ interno del quale cercavo di spiegare la tecnica da utilizzare per essere Ungoogleable ovvero per impedire ai crawler del Motore di indicizzare le pagine di un sito web.
Il 17 Aprile 2007 Vanessa Fox pubblica un articolo sull’ Official Google Webmaster Central Blog : ” Requesting removal of content from our index “.
La Fox spiega come effettuare la richiesta e mostra le diverse opportunità offerte dal servizio:
1. Rimozione Singole URLs
2. Rimozione Directory
3. Rimozione Intero sito
4. Rimozione contenuti Copia Cache
5. Rimozione Immagini
6. Sostituzione Contenuti
7. Verifica dello stato di richiesta rimozione
8. Richiesta di reinserimento contenuti rimossi
È evidente che rispetto all’ epoca dell’ Ungoogleable, il servizio si presenta oggi più completo e meglio strutturato.
Un ulteriore invito, insomma, che Google rivolge ai webmaster per promuovere il suo Webmaster Tools.
Ottimizzare i siti per gli utenti e per i Motori di Ricerca
Da quando i Motori di Ricerca hanno mostrato di poter rivoluzionare le modalità di approccio degli utenti alla rete, ci si domanda quale sia la priorità da perseguire quando si costruisce un sito: realizzare schemi di navigazione che facilitino la navigazione del sito da parte degli utenti oppure concentrarsi sulle strategie di ottimizzazione del sito per facilitare il suo posizionamento sui Motori di Ricerca ?
Lo stato attuale delle cose mostra in modo evidente che il posizionamento del sito sui Motori di Ricerca è essenziale per stabilire un contatto con l’ utente. questo significa che senza un buon posizionamento non ha molto senso parlare di schemi di navigazione.
La strategia più sensata prevede un’ integrazione delle due cose. Soprattutto quando ci si vuole lanciare nel mercato dell’ on line vendendo, attraverso il proprio sito Internet, prodotti o servizi destinati ad un definito target di utenza, gli obiettivi da raggiungere sono due:
- rendere il sito accattivante per gli utenti
- rendere il sito accattivante per il Motore di Ricerca
Pensare ai propri utenti, al proprio target di destinazione, significa rendere “user friendly” il proprio sito. La usabilità del sito dipende anche dalla sua struttura, definita da ben progettati schemi di navigazione.
Bisogna fare un’ importante considerazione: ciò che oggi intendiamo per “schema di navigazione” non è propriamente ciò che si intendeva in passato, quando i Motori di Ricerca non regolavano ancora l’ accesso degli utenti alla Rete.
Se in passato la Home Page del sito era considerata la pagina più importante perché da qui avveniva l’ accesso al sito da parte dell’utente, oggi le cose sono cambiate. Quando l’ utente effettua una ricerca, “atterra” su pagine definite “landing page” o pagine di destinazione.
L’ utente raggiunge il sito tramite le sue pagine interne. Per questa ragione è divenuto indispensabile facilitare la navigazione del sito anche attraverso una buona rete di links interni, capaci di invogliare l’ utente a visitare le altre pagine.
Gli schemi di navigazione non vanno, tuttavia, trascurati. Se l’ utente, dalla pagina d’ atterraggio, viene guidato sino alla home page, egli deve avere
l’ opportunità di ritornare sulla pagina precedente oppure di rinvenire altre pagine del sito ad essa correlate, nel modo più rapido e semplice possibile.
Bisognerebbe parlare oggi di accessibilità dei contenuti oltre che di accessibilità del sito. I Motori di Ricerca, infatti, si muovono sempre più nella direzione di contenuti pertinenti, in grado di soddisfare a pieno le richieste degli utenti.
Incuriosire l’ utente con un buon contenuto e indirizzarlo su pagine di approfondimento rispetto a quella di atterraggio è importantissimo. Prima, però, bisogna convincerlo a leggere il contenuto della pagina di destinazione.
Uno strumento utile è rappresentato dalla creazione di titoli efficaci.
Come si definisce un buon titolo?
Un titolo deve riassumere efficacemente il contenuto della pagina e, allo stesso tempo, deve risultare accattivante per l’ utente .
Come si definisce un buon contenuto?
Oltre ad essere pertinente, un buon contenuto deve prevedere un aggiornamento continuo . I Motori di Ricerca, infatti, mostrano di gradire i contenuti freschi.
Costruire un sito e iscriverlo negli indici dei Motori di Ricerca non basta! Ottenere un buon posizionamento sui Motori di Ricerca è diventato sempre più difficile. Per questo risulta necessario affidarsi ad una agenzia di promozione specializzata che sappia conciliare i due livelli di ottimizzazione del sito sopra descritti: ottimizzazione per gli utenti e ottimizzazione per i Motori di Ricerca .
Per chi fosse interessato, consigliamo la lettura di un approfondimento relativo alle Nuove Frontiere del Marketing, utile per comprendere le nuove direzioni intraprese dal web marketing in sintonia con l’ evoluzione del marketing tradizionale
Le ammonizioni di Google
Navigando per il web abbiamo scovato il post di un giovane SEO americano, John Whyte.
Argomento del post: I filtri di Google .
Di Google Sandbox e di Google Bombing abbiamo già parlato anche noi in altre occasioni.
In particolare consigliamo la lettura del nostro articolo “Come uscire dalla Sandbox di Google“. In questo articolo abbiamo tentato di spiegare come anche altri due filtri descritti da Whyte possano essere collegati agli effetti della Sandbox: il filtro che penalizza la presenza di troppi links che in contemporanea puntano al vostro sito e il filtro che penalizza la presenza di un numero eccessivo di pagine sin dalla prima apparizione del sito.
Come Whyte abbiamo sottolineato l’ atteggiamento ostile di Google nei confronti di tutto ciò che risulta innaturale ed eccessivo. A questa ostilità si riconduce anche il filtro per la sovra-ottimizzazione.
A proposito del Google’s trust Rank filter , che potrebbe essere esplicato mettendo in relazione l’ atteggiamento di Google riguardo l’ anzianità del sito, può risultare interessante approfondire l’ argomento attraverso la lettura di
“Consigli preziosi per il lancio di un nuovo dominio“.
Parlando del CO-citation Linking Filter , Whyte spiega in maniera molto approfondita quali effetti possono scaturire quando il Motore di Ricerca ritiene che il sito A sia correlato al sito B perché entrambi vengono linkati dai siti 1, 2 e 3, nonostante non siano linkati fra loro. Qualora il sito B fosse considerato non di qualità dal Searcher, il sito A risulterebbe vittima di una sorta di preconcetto! Il rimedio non può che essere quello di verificare con molta attenzione l’origine e la natura del links che puntano in direzione del nostro sito, magari utilizzando strumenti preziosi come le guidline.
Sempre in riferimento ai links esterni al sito, Whyte descrive gli effetti del Link Farming Filter . Il nome del filtro è divertente, ma efficace allo stesso tempo. In una fattoria possono convivere molte specie diverse di animali. Sul vostro sito, invece, occorre garantire sempre una certa pertinenza. Se i links esterni che puntano in direzione del vostro sito risultano tematizzati rispetto ai contenuti presenti sulle vostre pagine, il Motore di Ricerca li prenderà in considerazione in maniera benevola. A questo proposito vi invitiamo ad approfondire il concetto di Link Popularity.
Per quanto riguarda il Broken Link Filter , Whyte spiega che esso può essere applicato quando i links che puntano in direzione delle pagine interne del vostro sito risultano scritti in modo errato.
Il Page Load Time filter si riferisce all’ eccessiva pesantezza delle pagine del sito. Un sito contenente molte immagini, ad esempio, richiede un lasso di tempo maggiore per essere caricato. Gli spiders del Motore di Ricerca sembrano non avere molta pazienza: potrebbero stancarsi di aspettare e, soprattutto, potrebbero penalizzare il sito non inserendolo nelle serps di Google .
In definitiva, Whyte propone una lista dei più importanti filtri di Google, una lista che, tiene a precisare, scaturisce dalla sua esperienza di SEO e contiene teorie personali, asserzioni che potrebbero essere messe in discussione da altri SEO.
Come lo stesso Whyte afferma, a questi filtri se ne possono aggiungere degli altri. Dal nostro punto di vista, si tratta comunque di consigli preziosi, da tenere bene a mente quando si affronta la tanto temuta scalata ai Motori di Ricerca.
Nuove door pages
Analizzando il comportamento degli spiders di fronte agli annunci Adsense, Agoago apre una discussione sul forum di GT e ci induce a riflettere su quello che lo spider non può vedere.
Non ci sono più gli spiders di una volta… in grado di leggere unicamente i contenuti scritti in HTML. Oggi gli spiders parlano molte lingue e sono in grado di leggere il javascript, ajax, ecc.
L’autore della discussione ci ricorda anche che oggi il Motore di Ricerca tiene in debita considerazione anche fattori esterni al sito (owner, server, ip,..).
Visualizzando la versione cache della pagina di un sito e, più in particolare, solo il testo nella cache, abbiamo la possibilità di apprendere cosa vede della nostra pagina il motore di ricerca.
Come mai scompaiono dalla vista del motore i testi degli annunci Adsense?
Se il Motore prendesse in considerazione i testi degli annunci a pagamento, i risultati delle serps ne risulterebbero sconvolti. I testi degli annunci Adsense, scritti in iframe e richiamati tramite javascript, non sono visibili agli spiders dei Motori.
In altri termini, gli annunci Adsense sono strutturati su due livelli: il primo visto dagli utenti, il secondo visto dal motore. L’iframe richiamato tramite js utilizza un meccanismo inverso a quello delle famigerate doorpage. In più ad usarlo, questa volta, è il motore di ricerca stesso.
Ci complimentiamo con Agoago per l’acuta intuizione, anche perché è verissimo, “non c’è miglior nascondiglio del nascondere qualcosa mettendolo sotto gli occhi di tutti”!
D’altro canto, non accogliamo l’invito: vedere quali risultati porterebbe l’utilizzo l’iframe per il posizionamento ci alletta non poco. Dopo anni di esperienza, però, ci ritroviamo ad essere un pò disincantati di fronte a certi escamotage.
Come è avvenuto in passato, ogni volta che gli ingegneri di Google hanno individuato il diffondersi di tecniche di optimization che potevano mettere in discussione i loro algoritmi, si sono impegnati ad apportare modifiche in grado di colpire e punire proprio chi era convinto di aver trovato la pozione magica!
Nella direzione di una maggiore stabilità, appoggiamo ad esempio il diffondersi e l’affermarsi di una interessante figura professionale, complementare a quella di SEO, che viene comunemente definita SEC (Search Engine Copywriter).
Molti obietteranno che l’engine copywriting esiste già da anni e che si tratta di una delle componenti essenziali del lavoro del SEO. Un buon punto di partenza per una discussione ci viene fornito da chi ci parla della necessità di
“ottimizzare l’uso delle parole” e di riconsidere le regole dello scrivere per il web.