La guida di Google per l’Ottimizzazione di siti web
La guida di Google per l’Ottimizzazione di siti web
Segnaliamo la pubblicazione ufficiale sul blog italiano di Google della “Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca (SEO)”, ovvero la traduzione dall’inglese della medesima guida pubblicata da Google a novembre dell’anno scorso.
La guida è esplicitamente indirizzata ai Webmaster, ma anche chi ha un sito che vuole promuovere su Internet facendogli scalare gli indici dei motori di ricerca, come chiunque voglia - meglio - capire le dinamiche che regolano il più utilizzato motore di ricerca del mondo (quindi cosa bisogna fare o evitare per essere rintracciati online) può trarne giovamento.
La lettura sarà rinfrescante per molti, ma va detto che alcune di queste indicazioni potrebbero - a nostro avviso - essere già superate dagli stessi algoritmi di Google
Il vademecum è un documento di una dozzina di pagine in formato PDF e si può scaricare direttamente da qui: Search Engine Optimization Starter Guide in Italiano.
Jason Gambert – Storia di un uomo che sussurrava ai computer
Mi scuso con Robert Redford per aver stravolto il titolo del suo celebre e bellissimo film.
Vero è che un uomo come Jason Gambert meritava un titolo sì altisonante.
Vi starete certo domandando chi diavolo sia questo Jason Gambert e perchè mai il suo nome sembra essere avvolto da questo fitto alone di mistero.
Signori, Jason Gambert è l’equivalente americano di quello che in Italia si definisce comunemente “furbetto del quartierino“. Si tratta, niente di meno, dell’ uomo che, sin dal lontano maggio 2007, tenta di registrare il marchio – udite! udite! - “SEO” presso lo United States Patent and Trademark Office.
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Pay per Click o SEO?
Non bisogna scegliere, ma integrare.
Circa un anno fa avevamo toccato l’ argomento “Campagne SEO vs Campagne Pay per Click“. Lo avevamo fatto a proposito di un’affermazione di Nick Stamoulis riguardo il carattere meno dispendioso – a suo dire – del Pay per Click rispetto al SEO in una campagna promozionale proiettata nel lungo termine.
Oggi faremo invece riferimento ad un interessante articolo, pubblicato su iMedia Connection da Alex Vasto:
Pay Per Click vs. SEO: wath’s the optimum mix?
Partendo dunque dal presupposto che le due strategie promozionali possano essere integrate fra loro, si cerca di individuare i fattori che, mixati nelle giuste dosi, consentono di elaborare un piano pubblicitario efficace in termini di ritorno sull’ investimento.
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Competere sul web grazie all’analisi
La web analytics come strumento essenziale per competere sul web e portare un’azienda al successo.
Le web marketing agency che promuovo servizi di search engine optimization sono ormai molte e per l’ utente interessato all’ acquisto di uno di questi servizi diventa sempre più difficile scegliere il partner ideale per la propria campagna di web marketing.
Esistono elementi determinanti il valore aggiunto di una web marketing agency?
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Quando il SEO promette e non mantiene
Lavorando nel settore della Search Engine Optimization, ci si ritrova spesso nella condizione di dover far fronte a richieste che non sempre possono essere assolte.
Un SEO deve essere in grado di riconoscere quelle situazioni in cui la cosa migliore da fare è dire “no”.
Questo è quello che afferma Scott Smigler, CEO di Exclusive Concepts e autore di un interessante articolo pubblicato su iMedia Connection:
“When to say no to clients” Leggi il resto dell´articolo »
SEO buoni e SEO cattivi
Il 28/06/2007 appare sul Forbes un articolo molto interessante dal titolo “The Saboteurs of Search“.
L’ incipit dell’ articolo recita più o meno così:
“Se il vostro business online, come accade a migliaia di altre persone, si basa sul traffico generato dal motore di ricerca Google, allora Brandon Scott è la persona giusta da avere al vostro fianco”.
Brandon Scott è un SEO che ammette di praticare “occasionalmente” la cosiddetta “negative search engine optimization“.
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Le Chiavi di Ricerca e il Posizionamento
La scelta delle chiavi di ricerca è senza alcun dubbio uno dei momenti più delicati e significativi di una campagna di posizionamento sui motori di ricerca.
L’ esperienza, le indagini, le statistiche continuano ad analizzare il comportamento degli utenti di Internet per tentare di tracciare una mappa più o meno esaustiva delle loro abitudini di ricerca.
Un dato sembra rimanere pressoché invariato: persone diverse descrivono le cose in modo diverso. Questo implica che gli utenti della rete non effettuano le loro ricerche rispondendo a dei canoni prestabiliti o standardizzati. Utenti diversi potrebbero interrogare il motore con keywords diverse, pur cercando la medesima cosa.
Un servizio di Search Engine Optimization può essere ricercato dagli utenti in diversi modi:
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Il caso SEOmoz
SEO Agency ai piani alti, ma sempre con i piedi per terra!
Ho appena letto un’ intervista fatta da Jim Hedger (Search Engine Journal) a Gillian Muessig e Scott Fishkin, fondatori di SEOmoz e genitori di Rand Fishkin, uno dei SEO più autorevoli degli USA.
Nell’ intervista si parla naturalmente di SEOmoz e della particolare metodologia di lavoro portata avanti dal team che lo costituisce.
L’ attenzione verso i clienti è al primo posto, al pari della passione per la Search Engine Optimization, pratica in continua evoluzione che rende indispensabile l’ aggiornamento e la flessibilità di coloro che intendono attuarla con successo.
Si discute anche delle difficoltà affrontate: quello del SEO è un lavoro che richiede tempo, costanza e caparbietà. Quando si acquisisce una certa notorietà si riesce a fatica a far fronte a tutte le richieste di lavoro e spesso si è costretti a rivolgersi ad agenzie esterne verso le quali indirizzare nuovi clienti.
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Campagne SEO vs Campagne Pay per Click
“Personalmente, ritengo che affidarsi ad un SEO per migliorare il posizionamento del proprio sito nei risultati organici forniti dai motori di ricerca risulti, alla lunga, più dispendioso di un investimento per la gestione di una campagna pay per click.”
Questo è quello che scrive Nick Stamoulis in conclusione ad un suo articolo, pubblicato il 26 Luglio 2007 sul Search Engine Optimization Journal.
Un’ affermazione piuttosto sindacabile se si fa riferimento alle ultime indagini sull’ eye tracking condotte dalla Market Research Agency De Vos & Jansen in collaborazione con la Search Engine Media Agency Checkit (ne avevamo parlato in Risultati Organici: i più visti dagli utenti).
Bisogna anche aggiungere che, molto spesso, chi si rivolge ad un SEO per migliorare il posizionamento organico del suo sito, proviene da un’ esperienza negativa o poco soddisfacente di pay per click.
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Risultati organici: i più visti dagli utenti
Il dato è confermato per l’ ennesima volta: gli utenti che effettuano ricerche in internet prestano maggiore attenzione ai risultati organici ovvero quelli non a pagamento.
Uno studio effettuato dalla Market Research Agency De Vos & Jansen in collaborazione con la Search Engine Media Agency Checkit ha analizzato il comportamento dell’ utente di fronte alle pagine dei risultati di ricerca.
Lo studio ha evidentemente la forma di un eye tracking: utilizzando specifici strumenti di misurazione scientifica, sono stati analizzati i movimenti delle pupille, lo sguardo dell’ utente e, soprattutto, i tempi di visualizzazione dei risultati disposti in punti differenti della pagina web visualizzata.
Durante l’ eye tracking, i campioni analizzati sono stati suddivisi in due categorie distinte: da un lato troviamo gli utenti che interrogano i motori di ricerca per ottenere informazioni su determinati prodotti o servizi; dall’ altro, invece, ritroviamo gli utenti motivati all’ acquisto ovvero gli utenti che intendono acquistare via web un determinato prodotto e sono alla ricerca dell’ offerta migliore.