Gates incontra Murdoch e Yahoo! chiede conforto a Google
Gates incontra Murdoch e Yahoo! chiede conforto a Google
Gates sembra aver finalmente trovato il suo alleato ideale nella guerra contro Google.
Il premio finale che i due rivali tentano di contendersi da svariati mesi è, lo sappiamo, Yahoo!, il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo.
44,6 miliardi di dollari non erano riusciti a scuotere Yahoo! che, in modo più che calcolato, aveva rifiutato l’offerta per far salire ulteriormente le sue quotazioni.
Sembra riuscirci oggi il temibile Murdoch, visto l’annuncio di una collaborazione tra Google e Yahoo! che durerà due settimane o, almeno, questo sarà il periodo di prova necessario a prendere decisioni future di più ampia portata.
In pratica, Yahoo! consentirà a Google di piazzare i suoi collegamenti sponsorizzati sul 3% dei risultati complessivi restituiti dal motore di ricerca.
In un comunicato stampa pubblicato il 9 Aprile, Yahoo! giustifica così la sua decisione:
“As previously announced, Yahoo!’s board of directors is exploring strategic alternatives to maximize stockholder value, including exploration of potential commercial business arrangements. The Company noted that the testing does not necessarily mean that Yahoo! will join the AdSense for Search program or that any further commercial relationship with Google will result. The Company further stated that it would not comment on the nature or timing of any potential relationship.”
Come potete ben notare, Yahoo! nega di aver concluso un accordo con Google. La collaborazione è da considerarsi come un test. Solo al termine delle due settimane di prova sapremo – forse – cosa ci riserverà il futuro.
Intanto, però, aleggia nell’aria la possibilità di una alleanza tra Murdoch e Gates, finalizzata a rilanciare a Yahoo! un’offerta “ancora più convincente” di quella lanciata in prima istanza da Microsoft.
Microsoft e Yahoo!. Atto terzo: proposta indecente
Succedeva a maggio 2007: il NYP annunciava un matrimonio in vista per Microsoft e Yahoo; pochi giorni più tardi arrivava già la smentita.
A meno di un anno di distanza, si ritorna a parlare di una fusione tra le due società.
Una fusione indotta dalla lotta comune all’egemonia di Google sulla gestione delle informazioni e dell’ advertising online.
La notizia, se pure priva di quel clamore tipico degli scoop giornalistici, non manca di suscitare scalpore.
Microsoft sembra fare davvero sul serio questa volta e lancia a Yahoo! un’ offerta che sfiora i 45 miliardi di dollari.
La gestione della trattativa è nelle mani di Steve Ballmer, chief executive di Microsoft. Ballmer decide di estrarre dalla manica un vecchio asso: si appella al buon senso di Yahoo! e invita il secondo motore di ricerca del mondo a prendere posizione contro il monopolio di Google, in nome di un mercato pubblicitario più libero.
Yahoo! avrebbe le potenzialità per contrastare Google: “500 milioni di visitatori unici al mese e leadership indiscussa nelle news online, specie nell’ informazione finanziaria“, sostiene Federico Rampini su Affari & Finanza, l’ inserto di oggi di La Repubblica.
“La debolezza di Yahoo!” – continua il giornalista – “è un grosso problema per tutti i protagonisti del settore Internet. La ragione è semplice: la quota di pubblicità di Yahoo! non cresce quanto potrebbe. Vuol dire che non contrasta in modo efficace il leader di mercato Google. E i mercati hanno paura dei monopoli di fatto”.
Una affermazione che trova conferma nelle prime reazioni suscitate dalla notizia dell’ acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft.
Arturo Zampaglione, sempre dalle pagine de La Repubblica, riporta le parole di Mark Read, direttore strategico del gruppo Wpp, rivenditore di servizi pubblicitari tra i più importanti al mondo:
“E’ una cosa ottima per gli investimenti e per la concorrenza che non ci sia una sola superpotenza”.
I pubblicitari sono stanchi di avere a che fare con un unico interlocutore e sono assolutamente favorevoli ad un mercato più concorrenziale.
Lo conferma anche l’ accordo tra Microsoft e il WSJ per la gestione della pubblicità contestuale all’ interno del digital network della Dow Jones & Company , di proprietà della News Corporation di Rupert Murdoch.
Intanto, Google si concentra sull’ Internet mobile e sull’ acquisizione di nuove frequenze mobili negli USA.
Il core business di Google rimane invariato: al centro della propria strategia, il colosso di Mountain View pone sempre il miglioramento del suo sistema di ricerca delle informazioni. Garantire agli utenti una qualità sempre maggiore dei contenuti diviene la strategia per il lungo termine; favorire l’ accesso alla rete attraverso la telefonia mobile è l’ obiettivo che Big G intende raggiungere nel più breve tempo possibile.
Non può mancare un riferimento alla scottante questione della Privacy. Significativa a questo proposito la risposta di Erich Schmidt a Marco Panara, autore dell’ intervista pubblicata sul già citato inserto de La Repubblica:
“C’è quello che possiamo fare e quello che vogliamo fare. E’ un fatto che per un certo periodo di tempo conserviamo il record delle ricerche che ciascuno fa utilizzando Google. Sono dati che esistono ma che noi non abbiamo mai incrociato in alcun modo per due semplici ragioni: la prima è che se lo facessimo la gente non si fiderebbe più di noi e andrebbe a fare le sue ricerche da un’ altra parte, la seconda è che si porrebbero problemi regolatori. E comunque noi semplicemente non vogliamo, ripeto “non vogliamo” farlo né utilizzare quei dati a fini commerciali”.
Il segreto svelato di Big G risiede in un motto che ha saputo conquistare gli utenti della rete al punto da diventare familiare, irrinunciabile. Un motto che nasconde dietro un’ apparente semplicità, una strategia di crescita complessa, impegnativa e incredibilmente ambiziosa. La cultura del “Don’t be evil” impone ai suoi iniziatori di mettere l’ utente al centro delle proprie decisioni, anche quando questo significa rinunciare a guadagni certi. Una sorta di populismo non demagogico in versione virtuale. Una strategia che evidenzia la sorprendente lungimiranza di Brin, Page e Shmidt.
Certamente, l’ acquisizione di Yahoo! da parte di Microsoft accorgerebbe un po’ le distanze e renderebbe il mercato dell’ advertising online più competitivo e sano. Rimane tuttavia un fatto importante: il vantaggio di Google è davvero ampio e la direzione imboccata nel 2008 lo dimostra per l’ ennesima volta.
New Yahoo! Search
“A major player in the search industry has finally made a change worth calling revolutionary.”
Con queste parole, Eric Lander presenta ai lettori del Search Engine Journal il nuovo Yahoo! Search.
Lander arriva subito al dunque:
“Cosa bisogna fare per ottimizzare un sito per il Nuovo Yahoo! Search?”
Prima di tutto, bisogna analizzare i cambiamenti apportati da Yahoo! Search in termini di indicizzazione dei risultati. Individuare gli elementi che Yahoo! considera fattori importanti per il posizionamento di un sito.
Vediamoli nel dettaglio:
Yahoo! Site Explorer
Uno strumento sicuramente utile per chi si trova ad affrontare un programma di Search Engine Optimization.
Yahoo! Site Explorer consente all’ utente di accedere ai suoi database di ricerca dopo aver attivato un Yahoo! User Account. Inserendo l’ Url nell’ apposita casella di ricerca, Yahoo! Site Explorer mostrerà tutte le pagine già indicizzate, i collegamenti tra le pagine e dunque, la popolarità del sito web o della singola pagina.
Yahoo! Upcoming per segnalare Local Events
Definito un “socially driven portal“, il nuovo servizio Upcoming di Yahoo! consente agli utenti registrati di inserire dal proprio pannello la segnalazione di un evento che si terrà in una determinata location. La segnalazione potrà essere inviata a tutta la comunità di Upcoming oppure al proprio gruppo di amici.
Avendo la possibilità di associare il proprio Yahoo! User Account al proprio sito web, ogni volta che si andrà ad effettuare la segnalazione di un evento su Upcoming si potrà rafforzare la sezione news ed eventi del sito stesso.
Non bisogna tralasciare di elaborare un testo accattivante per segnalare l’ evento: scegliere le keywords giuste, studiare le segnalazioni dei propri possibili concorrenti, valutare il target di utenza al quale si decide di trasmettere il messaggio.
Potrebbe essere utile, a tale proposito, servirsi di Yahoo! Search Assist, strumento che consente di valutare il grado di rilevanza di una keyword attraverso la segnalazione di keywords correlate e ricercate dagli utenti della rete.
Yahoo! Video come YuoTube
Sempre grazio all’uso del proprio Yahoo!ID, effettuare l’ upload dei vostri video su Yahoo! Video è semplicissimo.
Dopo aver effettuato il login, basterà segnalare il proprio sito e realizzare un testo di presentazione: 1000 i caratteri a disposizione per rispondere alla domanda “Come vorresti essere visto su Yahoo! video?”
Anche in questo caso, è molto importante concentrarsi sulla descrizione del video. Quando si esegue l’ upload del video bisogna essere certi di includere termini di ricerca rilevanti, non solo all’ interno del titolo del video o della sua description, ma anche nei tags. I tags riferiti ai video, infatti, sembrano costituire un importantissimo strumento per favorirne l’ indicizzazione del proprio sito su New Yahoo! Search.
Yahoo! Video funziona esattamente come YouTube. A questo punto, se avete già effettuato l’ upload del vostro video su YouTube, farlo anche su Yahoo! Video sarà estremamente semplice, un passaggio automatico!
Yahoo! Images con Flickr Photos
Proprio come Google con la sua Universal Search, Yahoo! riporta le immagini nelle sue pagine di risultati. Secondo Eric Lander, il sistema utilizzato da Yahoo! per l’inserimento delle immagini nei risultati di ricerca è meno invasivo di quello utilizzato da Google. Yahoo! Images, infatti si affida a Flickr Photos, ormai leader incontrastato nel settore del photo sharing.
Inserire le proprie foto su Flickr è molto semplice, soprattutto se si possiede già una Yahoo! ID. Il vantaggio di Flickr è ancora una volta quello di poter associare keywords, description e tags alle proprie foto per favorirne l’ indicizzazione e il posizionamento su Yahoo!
Occhio vigile su Yahoo! Search Assist
Il nuovo servizio offerto da Yahoo! si presenta come uno strumento estremamente utile in un ottica SEO. In un certo senso, è come disporre costantemente di un keywords research tool che suggerisce in tempo reale quali sono le chiavi di ricerca correlate alla nostra che gli utenti ricercano con maggiore frequenza. Con più precisione, Yahoo! Search Assist suggerisce all’ utente le frasi di ricerca, le keyphrase più adatte a favorire risultati di ricerca effettivamente pertinenti. In un certo senso, Yahoo! Search Assist mira ad educare l’ utente, suggerendogli il modo più corretto di effettuare le proprie ricerche sul web.
I risultati supplementari di Yahoo!
Hotels, Local Business, Ristoranti, Mappe, Salute, Musica, Cinema. Per il momento raggiungere risultati soddisfacenti sui risultati supplementari risulta difficile. A queste aree non si accede loggandosi col proprio Yahoo! ID…
Il Robots-nocontent tag di Yahoo!
In occasione del Search Engine Strategies di New York è stato indetto il “Robots.txt Summit” , una conferenza che ha voluto far incontrare i rappresentanti dei maggiori Motori di Ricerca con gli editori di alcuni siti web.
Durante l’ incontro si è parlato di Robots.txt, argomento rilevante quando si discute di ricerca e spiders.
Il direttore di Yahoo! Search Technology, Sean Suchter, ha presentato il robots-nocontent tag di Yahoo!, un tag che dovrebbe indirizzare i crawlers del motore solo nella direzione dei contenuti rilevanti all’ interno della pagina web.
Su Yahoo! Help vengono elencati una serie di esempi che suggeriscono come e quando applicare il “class=robots-nocontent”:
div class=”robots-nocontent” This is the navigational menu of the site and is common on all pages. It contains many terms and keywords not related to this site /div
span class=”robots-nocontent” This is the site header that is present on all pages of the site and is not related to any particular page /span
p class=”robots-nocontent” This is a boilerplate legal disclaimer required on each page of the site /pdiv class=”robots-nocontent” This is a section where ads are displayed on the page. Words that show up in ads may be entirely unrelated to the page contents /div
Il “class=robots-nocontent” viene presentato come un validissimo aiuto per i webmaster:
• grazie all’uso del robots-nocontent, il webmaster potrà suggerire al motore di indicizzare solo i contenuti rilevanti del sito web;
• il robots-nocontent consente di targettizzare le pagine interne del sito e garantisce che le pagine interne del sito compaiano solo quando ritenute davvero pertinenti rispetto alla query dell’ utente;
• il robots-nocontent consente di migliorare il testo di presentazione alla pagina web del sito, l’ abstract, che il searcher estrapola dal testo della pagina stessa ogni volta che l’ utente lo interroga con una query: impedendo ai crawlers di assimilare le parti non rilevanti della pagina, non si corre il rischio di vedere queste parti di testo inserite nell’ abstract dei risultati di ricerca.
Pronta la desktop search di Yahoo!
Dopo Google che ha lanciato la desktop search in ottobre anche Yahoo! rilascia lo stesso servizio a cui seguiranno AskJeeves ed Msn.
Yahoo! grazie ad una partnership con X1 Technologies azienda leader nella desktop search ha elaborato questo tool che sarà distribuito gratuitamente. La desk di Yahoo! sarà più avanzate di quella del rivale blasonato Google in quanto queste è capace di indicizzare anche file musicale, cosa che attualmente non riesce al concorrente.
Il nuovo motore di ricerca da desktop avrà, comunque, delle interessanti funzionalità come la capacità di indicizzare oltre 200 diversi tipi di files, oltre ai già citati file musicali, anche e-mail, documenti Word, PDF e fotografie.
In evidenza il fatto che la ricerca può essere compiuto esclusivamente su lettori di posta elettronica Microsoft come Outlook ed Outlook Express, escludendo a priori quelli di Eudora e Netscape.
La lotta tra i grandi colossi del web per il mercato della desktop search è ufficialmente iniziata.
La versione beta, è disponibile per il download gratuito qui: http://desktop.yahoo.com/
Yahoo abbandona Google!
E’ notizia ormai diffusa che Yahoo! abbia recesso dalla partnership con il notissimo motore di ricerca puro Google, per adottare una politica di “contro partners”. Infatti Yahoo! attualmente e’ proprietaria della maggior parte dei motori di ricerca piu’ importanti del web, tra questi anche Altavista, che qualche anno fa era il searcher piu’ usato al mondo.
Inoltre Yahoo! detiene Fast ed Inktomi per il pay per inclusion, ed Overture per il pay per click. La parntership con Google consisteva che il motore di ricerca concedesse ad Yahoo! l’utilizzo del suo database nelle ricerche, quindi quando si richiedeva una query a Yahoo! i risultati forniti erano fondamentalemente di Google.
Da ieri 18.02.04 Yahoo adotta ufficialmente un suo spider per scandagliare la rete, fino a non molto tempo fa era in una versione beta e lo si poteva rintracciare nei file di log con il segunete agent beta.search.yahoo.
Oggi Yahoo! utilizza lo spider Slurp che che era quello usato da Inktomi.
La battaglia per la leadership sul mercato di motori di ricerca e’ ufficialmente
partita.
La guerra pero’ si gioca su piu’ fronti, si perche’ nella corsa alla leadership, anche se a mio avviso senza molte pretese, partecipa anche la Microsoft con il suo
portale Msn.
Attualmente anche Msn non ha un proprio database per le ricerche che gli
vengono fornite da Inktomi e quindi da Yahoo!
Anche quest’ultima ha da tempo annunciato di voler recedere dalla partnerschip non Inktomi a favore della creazione di un proprio db.
E’ notizia di questi giorni che Msn abbia elaborato una versione beta del suo nuovo motore di ricerca rintracciabile al seguente indirizzo http://beta.search.msn.com
“La debolezza di Yahoo!” – continua il giornalista – “è un grosso problema per tutti i protagonisti del settore Internet. La ragione è semplice: la quota di pubblicità di Yahoo! non cresce quanto potrebbe. Vuol dire che non contrasta in modo efficace il leader di mercato Google. E i mercati hanno paura dei monopoli di fatto”.