Acquisti on line: E-Commerce in Italia
Acquisti on line: E-Commerce in Italia
Facendo riferimento al Rapporto Netcomm 2007, abbiamo cercato di delineare lo stato attuale dell’ e-commerce italiano.
La situazione è risultata piuttosto problematica: l’ indagine portata a termine dall’ Osservatorio B2c di Netcomm ha mostrato che l’ e-commerce italiano è cresciuto del 30% rispetto al 2006, percentuale superiore per altro a quella registrata dagli altri paesi europei (Francia, Germania, UK) e dagli USA.
Il 50% del fatturato registrato dall’ e-commerce italiano proviene dal settore turistico.
In termini di fatturato complessivo, tuttavia, l’ e-commerce italiano non riesce ancora a ridurre il divario che lo separa dagli altri paesi presi in esame.
Siamo giunti ad affermare che il problema sia principalmente culturale: gli italiani usano il web principalmente per effettuare ricerche, comparare i prezzi, individuare il punto vendita nel quale avverrà effettivamente l’ acquisto.
Insomma, pur utilizzando maggiormente Internet, gli italiani continuano a spendere i loro soldi off line.
Ma siamo davvero certi che il problema sia esclusivamente di tipo culturale? Le remore mostrate verso l’ atto d’acquisto on line sono legate solo alla paura di utilizzare la propria carta di credito nei circuiti di pagamento elettronico?
Secondo la Guida Italiana al Commercio Elettronico, la crescita faticosa dell’ e-commerce in Italia deve essere attribuita anche agli errati strumenti di ricerca ed analisi utilizzati dai commercianti della rete.
Manca, più di ogni altra cosa, una strategia integrata di indagine, un sistema di analisi che consenta di conoscere i comportamenti del cliente, le sue abitudini d’ acquisto, le sue motivazioni all’ acquisto.
Informazioni che potrebbero essere meglio registrate attraverso “ricerche di mercato quantitative tradizionali” – afferma Jeffrey Grau, Senior Analyst per l’ Istituto E-Marketer.
Spedizione gratuita e servizi personalizzati appaiono elementi fondamentali nel settore del Retail E-Commerce.
A questo bisognerebbe aggiungere prezzi più competitivi: in molti casi, il prezzo per l’ acquisto on line equivale a quello esposto in negozio. Un punto vendita tradizionale deve sostenere spese nettamente superiori rispetto a quelle sostenute da un sito e-commerce. Proprio in virtù di questo, il cliente si aspetta una convenienza maggiore dai suoi acquisti on line.
Soddisfare queste esigenze, significa fare un primo passo in avanti nella direzione del cliente.
Nei prossimi articoli approfondiremo l’ argomento e ci concentreremo, oltre che sulle motivazioni dei clienti, anche sui sistemi di pagamento elettronici, analizzando il caso specifico di PayPal.
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