Stop al Googlebombing
Stop al Googlebombing
Il 25 Gennaio ne dava il triste annuncio il Blog Ufficiale di Google: i link non tematizzati che puntano in direzione di una pagina web non influiranno i risultati del motore di ricerca.
Bush, in altri termini, dovrà provvedere con le sue sole forze ad affiancare il suo nome alla keyword “miserable failure”. Noi confidiamo nelle sue capacità e siamo certi che gli impavidi lanciatori di Google Bombs resteranno a bocca aperta quando il Presidente mostrerà loro che in materia di fallimenti non ha rivali!
Scherzi a parte, la notizia viene accolta con grande interesse soprattutto nell’ambiente dei Search Engine Optimizer. L’attività di Bombing, infatti, era divenuta una pratica consueta per i SEO convinti che l’unico fattore in grado di condizionare la crescita del PageRank fosse il numero di link puntati in direzione di una pagina web.
Certamente i link hanno avuto e continueranno ad avere grande importanza in quel processo di acquisizione di popolarità che consente ad un sito web di comparire tra i primi risultati forniti dal Motore di Ricerca.
In uno dei nostri post precedenti avevamo parlato del Google PhraseRank. Il nostro dubbio maggiore riguardava proprio la presunta capacità del Searcher di riconoscere i contenuti di una pagina web con la stessa efficienza mostrata per il riconoscimento dei link.
A questo punto ci chiediamo:
la fine del Google Bombing non potrebbe essere un primo importante passo mosso nella direzione di un’attribuzione di qualità che si vuole far dipendere dalla presenza di frasi non isolate ma collegate tra loro in maniera consequenziale? Nel caso specifico, potremmo anche dire di “link tematizzati che puntano verso pagine web pertinenti e non menzognere“.
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