A pesca di link: il linkbaiting
A pesca di link: il linkbaiting
Il 24 Gennaio 2006, sul suo frequentatissimo blog, Matt Cutts descrive un fenomeno nuovo che potrebbe rivoluzionare le strategie di posizionamento di un sito web: si tratta del link bait.
Il termine bait in inglese significa “esca“. Letteralmente, il link bait potrebbe tradursi come “esca per link”. Questo è quello che leggiamo oggi su alcuni siti italiani che “ripescano” il fenomeno della link baiting, senza però spogliarlo della sua aurea di attualità.
Bisogna fare un’ ulteriore precisazione: in inglese esiste un altro termine traducibile in italiano con “esca“, il termine “lure“.
Rispetto a “lure”, “bait” definisce un tipo di esca particolare: la sua efficacia nella cattura dei pesci si manifesta solo grazie alla capacità del pescatore di animare l’ esca per enfatizzare il suo effetto catturante.
Un particolare tipo di esca minnow (esca vinilica a forma di pesce) potrebbe fare al caso nostro.
Torniamo al posizionamento sui motori di ricerca. L’ esca assume la forma di una frase capace di catturare l’ attenzione del lettore. L’ obiettivo è quello di conquistare links in entrata al sito per accrescerne il page rank.
Non ci spingeremo nel dettaglio per svelare i trucchi di questa mirabile tecnica (non tanto mirabile se i pesci italiani hanno impiegato più di un anno per lasciarsi adescare). Al contrario ne prenderemo le distanze.
Eravamo convinti che fosse terminata l’ era dell’ ossessione da link e che le tecniche per il posizionamento avessero imboccato una strada diversa. Evidentemente sbagliavamo.
Eravamo convinti che l’ utente fosse stato nobilitato e che le tecniche adottate oggi per il posizionamento di un sito fossero riuscite a spingersi oltre la “pesca” indiscriminata di link.
In un nostro articolo precedente avevamo parlato della necessità di
ottimizzare i siti per gli utenti e per i motori di ricerca, nell’ ottica di un’ integrazione sempre più armonica delle tecniche utilizzate per muoversi nelle due direzioni.
Ci auguriamo che dall’ era paleolitica del web, quella degli utenti-pesci per intenderci, ci si stia avviando verso un’ era più evoluta, quella degli utenti intelligenti che non si lasciano abbindolare e, soprattutto, che desiderano ricevere informazioni sensate e veritiere quando interrogano i motori di ricerca.
Vi invitiamo, a questo proposito, ad approfondire il tema leggendo un interessante articolo dedicato alla rivoluzione dei contenuti. Non preoccupatevi, non correrete il rischio di essere presi all’ amo!
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