Behavioural Targeting e Landing Page
Behavioural Targeting e Landing Page
Abbiamo avuto modo di osservare come il Behavioural Targeting rappresenti ormai una scelta obbligata per quanti affrontano strategie di web marketing finalizzate a convertire il maggior numero possibile di utenti della rete in clienti potenziali per la propria azienda.
Il Behavioural Targeting diventa così il fulcro della proposta pubblicitaria di Yahoo! e il fondamento delle Campagne Adwords istituite da Google.
I due colossi della ricerca in Internet non sono però gli unici a voler pianificare le proprie campagne promozionali in rete sulla base delle azioni, delle preferenze ed, infine, delle scelte già effettuate dagli utenti che appartengono ad un determinato target.
Andreas Roell pubblica su iMedia Connection un interessante articolo che ci consente di approfondire ulteriormente l’ argomento “Behavioural Targeting”:
L’ autore suggerisce di costruire landing page facendo riferimento ai principi del Behavioural Targeting.
Mi piace molto questa definizione di Debra Aho Williamson, senior analyst per eMarketer:
“The basic premise behind behavioral targeting is that what’s important for online advertising is not necessarily a page of content or a section of a Web site, but the actual person who is viewing and interacting with that content. Seen in that light, behavioral targeting could presage a shift in the online advertising, paradigm — away from the notion of buying “pages” and instead toward the idea of reaching “people”. Instead of buying ads that would appear adjacent to certain content, ads would instead appear only to someone who has demonstrated, through previous actions, that they are potentially interested. The end result, theoretically, would be a perfect economy, where no ad is wasted.”
Il punto di partenza essenziale di una campagna di advertising online non è dunque il contenuto di una pagina o di una sezione del vostro sito web, ma piuttosto l’ utente che in questo momento sta interagendo con quel contenuto: quanto tempo spende per leggerne il contenuto, su quali argomenti si sofferma maggiormente, quali azioni compie, come è arrivato sulla nostra pagina.
Per usare le parole di Roell:
“A consumer’s past behavior on your website is the most powerful predictor of their future behavior.”
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