Behavioural Targeting
Behavioural Targeting
Il Behavioural Targeting è la scelta di molti advertiser della rete. Esso consente di stabilire il proprio target di utenza attraverso un’ analisi del comportamento degli utenti in rete:
Quali pagine visita un utente, con quale frequenza e quando?
Attraverso una piattaforma di Behavioural Targeting, un inserzionista ha la possibilità di veicolare i propri messaggi pubblicitari verso utenti che hanno effettivamente mostrato interesse per un determinato tema.
L’ implementazione di una piattaforma di Targeting Comportamentale è alla base dell’ acquisizione di Double Click da parte di Google.
Oggi arriva anche la proposta di Yahoo!
Massimo Martini, General Manager di Yahoo! Italia, presenta la nuova piattaforma pubblicitaria del motore di ricerca a ictv:
“Behavioural Targeting. Un metodo innovativo per raggiungere la tua audience”
Come spiega Martini, il sistema di individuazione del targeting in rete, improntato sulla tecnologia “Behavioural” , consente anche di “seguire” gli spostamenti dell’ utente all’ interno del network, in modo da pubblicare gli annunci pubblicitari per i quali egli ha mostrato un evidente interesse anche all’ interno di siti web che non sono necessariamente correlati al prodotto o servizio che si vuole pubblicizzare.
La tecnica del Behavioural Targeting può essere applicata anche all’ interno del sito web (si pensi, ad esempio, ai siti di e-commerce):
Su quali contenuti del sito si sofferma l’ utente, con quale frequenza e per quanto tempo?
Il fattore “tempo” ha acquisito un ruolo fondamentale nella pianificazione di una campagna pubblicitaria on line: i consumatori trascorrono moltissimo tempo su internet.
Lo spiega Layla Pavone, Presidente IAB Italia e Managing Director di Isobar Communication, in un’ intervista rilasciata a ictv a proposito dell’ edizione 2007 di IAB Forum.
In particolare, mi soffermerei su queste parole:
“Diventa più difficile fare comunicazione oggi. Per tanti motivi. Ad esempio, per la frammentazione dell’ offerta: oggi il consumatore ha mille possibilità di scelta. D’ altro canto, essendoci mille possibilità di scelta e mille modi per interagire con questo consumatore che è sempre più al centro di ogni processo (è lui oggi nella stanza dei bottoni), è ovvio che cambiano le logiche. Non è più una pubblicità spinta verso il consumatore, ma è una pubblicità che deve essere richiesta dal consumatore.”
Certamente, una strategia improntanta sul Behavioural Targeting può essere integrata con altri sistemi di individuazione del targeting. La Wunderloop , leader di mercato nei servizi di targeting per pubblicità, propone oggi un interessantissimo sistema basato sull’ integrazione di diverse tecnologie:
Integrated Targeting Platform , “che mette a disposizione in un format modulare tutti i metodi esistenti e innovativi di targeting e analisi su un’ unica piattaforma attraverso un’interfaccia semplice da usare.”
Rimane il problema “privacy”, ma a quanto pare, le aziende produttrici di tecnologie di Behavioural Targeting cercano di tutelare sempre di più il consumatore, dotandosi di certificazioni a sostegno della privacy, conformi alle normative vigenti in materia di tutela dei dati personali.
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