Le Second Houses di Gabetti
Le Second Houses di Gabetti
Pochi mesi fa abbiamo pubblicato due posts intitolati rispettivamente Le nuove frontiere del marketing (Parte I) e Le nuove frontiere del marketing (Parte II).
Tema centrale della discussione era la Blogosfera e, più nello specifico, il Blog Aziendale o Corporate Blog.
Oggi, la nostra attenzione si sposta su Second Life e sulla nascita della prima agenzia immobiliare italiana in versione avatar.
La notizia è stata pubblicata sul Corrieredellasera.it che attribuisce la paternità del progetto della Gabetti, nota agenzia immobiliare italiana, a Maurizio Monteverdi, ceo della società.
L’ avatar di Maurizio è Morris Gabetti. L’ agenzia è la Gabetti Island. L’ agenzia impegnerà, per un minimo di due ore al giorno, cinque agenti immobiliari specializzati nella vendita.
L’ iniziativa è davvero interessante e sottende una strategia pubblicitaria ben pianificata.
Inutile precisare che la vendita di case su Second Life è quanto di più lontano possa esserci dal gioco. La stessa Second Life che il giornalista del Corriere definisce “videogioco di massa” rientra con una certa prepotenza nella sfera delle relazioni interpersonali che si sviluppano in rete.
Relazioni che nascono più o meno spontaneamente tra individui che faticano a indossare i panni di characters prefissati, come avviene di solito nella sfera ludica.
La strategia pubblicitaria (perché di questo si tratta) proposta da Monteverdi ha una valenza duplice: da un lato, un guadagno economico reale per la vendita delle case virtuali acquistate in Linden dollars convertibili in dollari veri; dall’ altro, un ritorno pubblicitario che da solo vale l’ intero investimento.
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