Nuove door pages
Nuove door pages
Analizzando il comportamento degli spiders di fronte agli annunci Adsense, Agoago apre una discussione sul forum di GT e ci induce a riflettere su quello che lo spider non può vedere.
Non ci sono più gli spiders di una volta… in grado di leggere unicamente i contenuti scritti in HTML. Oggi gli spiders parlano molte lingue e sono in grado di leggere il javascript, ajax, ecc.
L’autore della discussione ci ricorda anche che oggi il Motore di Ricerca tiene in debita considerazione anche fattori esterni al sito (owner, server, ip,..).
Visualizzando la versione cache della pagina di un sito e, più in particolare, solo il testo nella cache, abbiamo la possibilità di apprendere cosa vede della nostra pagina il motore di ricerca.
Come mai scompaiono dalla vista del motore i testi degli annunci Adsense?
Se il Motore prendesse in considerazione i testi degli annunci a pagamento, i risultati delle serps ne risulterebbero sconvolti. I testi degli annunci Adsense, scritti in iframe e richiamati tramite javascript, non sono visibili agli spiders dei Motori.
In altri termini, gli annunci Adsense sono strutturati su due livelli: il primo visto dagli utenti, il secondo visto dal motore. L’iframe richiamato tramite js utilizza un meccanismo inverso a quello delle famigerate doorpage. In più ad usarlo, questa volta, è il motore di ricerca stesso.
Ci complimentiamo con Agoago per l’acuta intuizione, anche perché è verissimo, “non c’è miglior nascondiglio del nascondere qualcosa mettendolo sotto gli occhi di tutti”!
D’altro canto, non accogliamo l’invito: vedere quali risultati porterebbe l’utilizzo l’iframe per il posizionamento ci alletta non poco. Dopo anni di esperienza, però, ci ritroviamo ad essere un pò disincantati di fronte a certi escamotage.
Come è avvenuto in passato, ogni volta che gli ingegneri di Google hanno individuato il diffondersi di tecniche di optimization che potevano mettere in discussione i loro algoritmi, si sono impegnati ad apportare modifiche in grado di colpire e punire proprio chi era convinto di aver trovato la pozione magica!
Nella direzione di una maggiore stabilità, appoggiamo ad esempio il diffondersi e l’affermarsi di una interessante figura professionale, complementare a quella di SEO, che viene comunemente definita SEC (Search Engine Copywriter).
Molti obietteranno che l’engine copywriting esiste già da anni e che si tratta di una delle componenti essenziali del lavoro del SEO. Un buon punto di partenza per una discussione ci viene fornito da chi ci parla della necessità di
“ottimizzare l’uso delle parole” e di riconsidere le regole dello scrivere per il web.
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