Context vs Link: cosa sceglie il SEO?
Context vs Link: cosa sceglie il SEO?
La domanda ricorda vagamente il “Be or not to Be” shakespeariano.
In realtà, il tema è sempre lo stesso. Ricordate i nostri posts precedenti sulla linking strategy, sul concetto di phraserank o sulla compravendita dei links?
La link popularity ha assunto oggi un valore diverso, meno rilevante rispetto al passato. Lo stesso agognato Page Rank sembra non avere più il potere di ossessionare i SEO che lavorano al posizionamento siti web dei propri clienti.
Più che parlare di perdita di rilevanza, si dovrebbe parlare di un cambiamento di prospettiva: la search engine optimization appare più consumer oriented rispetto al passato.
La domanda amletica riportata nel titolo fa riferimento ad un articolo, pubblicato su Msnbc da Jon Rognerud, dal titolo The N. 1 SEO Tip.
L’ autore prima di rivelare la parola d’ ordine per i SEO della terza generazione del web, spiega come, nonostante siano cambiati gli strumenti a disposizione del SEO, la base di partenza sia sempre la medesima:
“What’s the number-one business killer on the internet?”
“The answer is: not being found on the first page of Google.”
Ed ecco che si arriva al fulcro della questione. Context o link?
Cosa bisogna fare? Continuare a puntare sulla link strategy o lanciarsi nella nuova frontiera della context strategy?
L’ autore dell’ articolo sopra citato parteggia per il “contesto”:
“Context is the new buzzword for SEO in 2007. While you should still write good, natural, user-friendly and relevant web copy, using some simple LSI techniques can elevate your search engine ranking.”
Ovviamente, si parla anche di link contestuali, sottolineando che la link popularity non è affatto una questione archiviata. Al contrario, la link popularity sembra aver acquisito una maggiore complessità. Il Searcher non valuta più solo il page rank della pagina dalla quale proviene il nostro inbound link. Il Searcher non si accontenta di verificare il grado di pertinenza di due pagine web tra loro collegate da un inbound link.
Il Motore di Ricerca ha fame di contenuti ottimizzati. Il link deve apparire il più naturale possibile, deve essere inserito all’ interno del testo e deve condurre l’ utente su una nuova pagina web che risulti effettivamente correlata alla sua ricerca ed alla sua volontà di approfondimento.
Qualcuno punterà il dito affermando che si tratta di concetti scontati o privi di reale interesse dal momento che non svelano nulla di realmente nuovo o innovativo.
Certo, ognuno è libero di pensarla come vuole. Rimane il fatto che, pur trattandosi di concetti ormai assimilati, molti continuano ad agire come se essi non avessero alcuna importanza.
Poi ci si lamenta del Google Hell, ci si interroga sull’ esistenza della Sandbox e ci si allarma per le decisioni di Google in materia di paid link…
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