SEO buoni e SEO cattivi
SEO buoni e SEO cattivi
Il 28/06/2007 appare sul Forbes un articolo molto interessante dal titolo “The Saboteurs of Search“.
L’ incipit dell’ articolo recita più o meno così:
“Se il vostro business online, come accade a migliaia di altre persone, si basa sul traffico generato dal motore di ricerca Google, allora Brandon Scott è la persona giusta da avere al vostro fianco”.
Brandon Scott è un SEO che ammette di praticare “occasionalmente” la cosiddetta “negative search engine optimization“.
In altri termini, Brandon Scott propone ai suoi clienti di sabotare i siti web dei competitors al fine di ridurre la concorrenza e avere così maggiori possibilità di posizionarsi ai primi posti tra i risultati dei principali motori di ricerca.
Link Spamming, Google Bowling, DoS (Denial of Service), Duplicazione dei contenuti, Redirect: queste sono solo alcune delle pratiche dette di hat SEO che potrebbero essere attuate ai danni di un vostro concorrente.
Forbes propone anche delle slide di approfondimento che spiegano in modo semplice e chiaro sette possibili tecniche di sabotaggio ad un sito web:
Il tema è molto discusso in rete e di certo vi sarà capitato di leggere post interessanti a riguardo.
Vi consigliamo, tuttavia, di leggere anche quello che viene qui segnalato, non fosse altro che per il differente sguardo che viene proposto al lettore.
Lo si capisce bene da questa dichiarazione di Brandon Scott:
“Un SEO può essere considerato buono o cattivo, dipende dal punto di vista che si sceglie di adottare. Così stanno le cose nella Search Engine Optimization. Ci sono dei vincitori e ci sono anche dei perdenti.”
Certo, si potrebbe obiettare che quando si compete ad armi pari, la vittoria ha tutto un altro sapore, ma forse Scott ha ragione: è tutta una questione di prospettiva.
Vi segnaliamo anche su Seo Facile la testimonianza di un sabotaggio subito.
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